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La grande azienda si chiama
STMicroelectronics,
ed è fra i primi colossi multinazionali nel settore dell’high
tech. Progetta, sviluppa, produce e commercializza circuiti integrati
a semiconduttore e dispositivi discreti. A Catania impiega circa 3000
addetti; in soli tre anni ha assunto 900 tra laureati e diplomati
e investito mille miliardi di lire. Raggiungerà presto i 4.000 dipendenti
e un livello di integrazione e complessità tale da farne il polo più
grande e tecnologicamente avanzato dell'azienda.
Il prestigioso ateneo è l'Università
degli studi di Catania, attivo fin dal XV secolo, con undici
facoltà e 34 corsi di laurea, per oltre 54.000 studenti iscritti.
Fornisce al tessuto produttivo locale figure professionali altamente
qualificate: una giovane truppa di fisici, ingegneri, chimici, matematici,
rappresenta da anni l’elemento di forte attrazione per i grandi
nomi aziendali dell’alta tecnologia catanese.
In collaborazione con la
STMicroelectronics, l’ateneo ha creato nel 1987 l’IMETEM
(Istituto di Metodologia e Tecnologia
per la Microelettronica) il più grande laboratorio di Ricerca e Sviluppo
nell'alta tecnologia del Meridione d'Italia, uno dei principali centri
di tutta Europa.
L’amministrazione comunale non
ha fatto altro che assecondare, sostenere, potenziare, le energie
produttive manifestate spontaneamente dal territorio.
Anche l’Unione Europea
c’ha messo del suo: in questi ultimi anni ha finanziato il Patto
Territoriale per l’Occupazione per l’area Catania Sud
e l’iniziativa Rev.Ter. "Risveglio
del Territorio", un progetto di sviluppo della zona industriale
della città che promuove il dialogo sociale, l’occupazione,
la riqualificazione del territorio, migliori standard di vita per
i cittadini che in questa zona abitano e lavorano.
La presenza della STMicroelectronics, un’amministrazione comunale
attenta alle trasformazioni in atto nel tessuto produttivo locale,
un serbatoio di oltre 50 mila studenti, hanno rapidamente attratto
nell'area catanese altri importanti nomi aziendali del settore dell’alta
tecnologia: Catania ospita oggi la Antech, che fabbrica componenti
per sistemi di comunicazione satellitare; la AID, specializzata
nella costruzione di robots e di sistemi automatizzati per l'agricoltura;
la Elmec, impegnata nella meccanica di precisione; la
SAT, che produce frame per componenti elettronici.
Da appena
due anni è inoltre presente nella cittadella siciliana un nuovo
Centro di Sviluppo della Nokia, la Accent, che sviluppa servizi
di progettazione e consulenza, e la Computer Sciences Corporation,
specializzata nella produzione di sistemi di gestione informatica
per grandi aziende.
Nel settore dell’high tech sono
oggi custodite le speranze per un risveglio economico del Sud Italia:
la città di Catania sembra aver recepito con prontezza le potenzialità
offerte dalla new economy.
Ci auguriamo che altre realtà del Mezzogiorno
riescano a valorizzare le enormi potenzialità umane presenti nella
zona, ad attuare una efficace strategia di marketing territoriale,
per attrarre grandi e piccoli nomi aziendali dell’high tech,
parsticolarmente sensibili al costo del lavoro, alle agevolazioni
fiscali, alla disponibilità della risorsa forse più preziosa: la
mente umana!