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Il distretto del salotto delle Murge:
quando il Sud fa impresa

Il sistema a rete rappresenta una delle carte vincenti che hanno fatto dell’economia dei distretti un caso studiato a livello internazionale.

Stabilire un primato tra i distretti industriali presenti sul territorio sarebbe un’operazione ardua, oltre che ingenerosa nei confronti di un’analisi necessaria delle caratteristiche peculiari che hanno caratterizzato e caratterizzano tuttora le diverse realtà produttive.

Ciascun contesto infatti ha una sua storia fatta di imprenditori, di idee innovative e di scelte che rappresentano, al di là di ogni altro aspetto, il vero “motore” dell’evoluzione e del progresso di ciascun territorio.

Il triangolo del salotto di Matera-Altamura-Santeramo si colloca tra le più importanti realtà produttive del Mezzogiorno, ed occupa una posizione di rilievo tra i distretti che meglio hanno saputo fronteggiare le sfide poste da una logica competitiva non più limitata dai confini geografici.

Il distretto del salotto delle Murge nasce sul finire degli anni ’60 grazie alla felice intuizione di Pasquale Natuzzi, che individua la forte potenzialità di un’area già dedita alla produzione artigianale di divani e poltrone.

Cresciuto sotto lo stimolo di un imprenditorie volitivo e tenace, il distretto ha saputo conquistare la leadership di mercato nel settore del mobile imbottito, tanto che:
 

§         Il Gruppo Natuzzi, capofila e guida del distretto, ha raggiunto un fatturato pari a 226,07 milioni di € nel 2001, ed un tasso di penetrazione pari al 20% del mercato americano e il 5% di quello europeo;
 

§         Il distretto nel suo complesso rappresenta una realtà produttiva di primissimo piano, con un numero di addetti superiore alle 20.000 unità e oltre 4 miliardi e mezzo di € di fatturato nel 2000, pari al 60% dell’intero fatturato del comparto.

Il successo del distretto del salotto in realtà non sta tanto nei numeri, quanto nell’aver innescato un processo di emancipazione delle imprese locali che va ben oltre un “semplice” rapporto di subfornitura nei confronti dell’impresa leader.

Facendo tesoro dell’esperienza maturata in anni di collaborazione, alcuni imprenditori locali hanno rielaborato il “Modello Natuzzi”, adeguandolo alle caratteristiche produttive delle loro aziende, ed apportando le eventuali modifiche, dettate da esigenze di differenziazione. 

L’azienda Calia Salotti di Matera  (45 milioni di € di fatturato), e la Nicoletti, sempre di Matera (75 milioni di € di fatturato) sono oggi imprese solide e vitali, che hanno saputo ritagliarsi un loro spazio di mercato, amplificando sul territorio il potenziale di sviluppo, non più solo limitato alle esternalità positive generate dal distretto.

Gli elementi che hanno agevolato il processo di trasformazione di una realtà artigianale in un complesso produttivo integrato e fortemente innovativo possono essere ricondotti:

§         All’adozione di una strategia di mercato di “nicchia”, orientata alla creazione di un divano in pelle dal prezzo economico che si posizionava tradizionalmente nella fascia alta di mercato. L'innovazione di prodotto ha interpretato ed anticipato il bisogno del consumatore medio che si configura nei nuovi modelli e stile di vita dell'abitazione. Ciò  ha consentito la conquista di una fascia di mercato fortemente caratterizzata, costituita da famiglie con un livello di reddito medio-basso. I prodotti del distretto sono oggi esportati in tutto il mondo (Europa,  Stati Uniti, Medio ed Estremo Oriente, ed Australia);

§         Alla definizione di un modello organizzativo che coniuga elementi di standardizzazione con elementi di flessibilità, teso a conservare quell’aspetto artigianale che caratterizza comunque la produzione dei divani. Questo ha favorito nel tempo la sopravvivenza dei laboratori che lavorano i tessuti e le pelli e di quelli specializzati nella lavorazione dei fusti in legno, materiale alla base della struttura del divano.

§         Ad un forte orientamento tecnologico delle aziende “leader”, che agevola la riduzione dei tempi e dei costi legati all’attività produttiva. I nuovi stabilimenti sorti sul territorio lucano (a Borgo La Martella  alla periferia di Matera è stato creato il nuovo plant della Nicoletti, mentre la Natuzzi ha realizzato a Santeramo una cittadella del salotto), si pongono all’avanguardia per tecniche di produzione e macchinari utilizzati per il taglio delle pelli.

La presenza di importanti poli detentori di conoscenza tecnologica costituisce per le imprese il vantaggio di poter disporre sul mercato locale di risorse preparate e di facilitare, se non addirittura avviare, processi di innovazione riguardanti tecniche e materiali di produzione. Gli attori più rilevanti votati a svolgere questo ruolo sono ad esempio: il Politecnico di Bari, l’Università di Bari e di Matera, il Parco Scientifico e Tecnologico BasenTech e l’Enea della Trisaia. Quest’ultima ha l'obiettivo di contribuire a creare un polo tecnologico multidisciplinare che operi nei settori della salvaguardia ambientale, dell'energia e della diffusione dell'innovazione, in collaborazione con istituzioni pubbliche, operatori industriali ed agricoli del territorio, proponendosi, quindi, come punto di riferimento per la ricerca scientifica nel Mezzogiorno.

Per saperne di più

Comune d'Altamura

Club Distretti

Comune Matera

Politecnico di Bari 

Distretto di Murgiano

Università di Bari

Unioncamere Basilicata

ICE Sistema Informativo Nazionale per il Commercio Estero

span Intini - Sviluppo del Mezzogiorno

 

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