Gli
interventi operativi all’interno dei 5 obiettivi strategici sono:
1.
La costruzione di una leadership pubblica
-
costruire schemi e percorsi di rating di qualità per gli
organismi che affollano il mercato del lavoro locale. Si tratterebbe
di un sistema in cui entrare su base volontaristica, che potrebbe
premiare o suggerire adeguamenti a coloro che operano nel campo
dell’intermediazione del lavoro, della formazione, dell’orientamento.
- corsi di management politico per i quadri associativi locali,
soprattutto, ma non solo,
quelli che rappresentano il lavoro dipendente e atipico.
- iniziative di tipo culturale che socializzino gli stranieri fra
di loro e, conseguentemente, li aiutino a ritrovare la loro identità
sociale in un contesto cittadino che di per sé non esprime
grande sensibilità nei loro confronti.
2.
La proposta di lavorare sui processi come meta strategica
comporta la definizione e la
promozione di servizi che aiutino il lavoro ad accrescere le sue
dimensioni interne, per
aumentare la competitività sia delle persone, sia delle imprese.
Ci si riferisce alla necessità di
sviluppare:
- servizi per lo sviluppo organizzativo, certamente più attinenti
al lavoro autonomo;
- servizi per favorire l’informatizzazione di tipo micro, legata
cioè all’individuo o all’impresa individuale;
- servizi finanziari, tra i quali convenzioni con il settore del
credito per sostenere il passaggio degli atipici verso altre destinazioni
professionali o per le loro esigenze di vita.
3.
Lo sviluppo della cultura delle competenze con la realizzazione
di mostre-convegni, l’istituzione di un modello di autovalutazione
rispetto alla collocazione occupazionale disponibile presso il Comune
che comporti anche un assistenza per l’implementazione delle scelte
che dovessero scaturirne, la costruzione di eventi che valorizzino
le vocazioni e i mestieri locali; la promozione di incubatori di
lavoro libero professionale, in partnership con il sistema associativo
di categoria (Ordini, Collegi e Associazioni).
4.
La comunicazione del lavoro, per parte sua dovrebbe passare
attraverso:
- lo sviluppo di uno strumento di marketing del mercato del lavoro
locale
- la creazione di strumenti di comunicazione anche di tipo settoriale,
che valorizzino non solo l’incontro informativo fra domanda e offerta,
ma metta in collegamento i progetti di sviluppo al loro interno
esistenti;
- la realizzazione di campagne di promozione del lavoro autonomo,
che affianchino gli altri interventi analoghi previsti e predisponga
il tessuto sociale verso questa forma di impiego.
5.
La formazione sulle “code” del mercato del lavoro locale,
per parte sua, potrebbe prevedere:
- la realizzazione di campagne informative e dimostrative presso
le scuole secondarie inferiori sulle possibilità di inserimento
occupazionale, senza escludere alcuna forma di attività,
e incentivando quelle per cui a La Spezia ci sono tradizioni e radici
meno profonde;
- la sperimentazione di moduli di formazione continua, soprattutto
per i lavoratori di età matura, in particolare fra le donne,
utilizzando anche strumenti di formazione a distanza.