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GOVERNARE IL LAVORO SPEZZINO

 

Questo studio presenta i risultati della ricerca che il Comune di La Spezia ha commissionato al Censis, con il duplice obiettivo di analizzare l'attuale fase di evoluzione del mercato del lavoro spezzino, le sue ricadute sulle aspettative della popolazione e dei soggetti produttivi e di fornire indicazioni all'Assessorato alla Buona Occupazione come primo passaggio per la costruzione di un Osservatorio sulla trasparenza. L'intenzione del Comune di avviare una attività di monitoraggio costante del mercato del lavoro spezzino sulla qualità delle occupazioni create e sul loro impatto sociale, avrà un effetto positivo anche sulle strategie di lotta alle forme di impiego opache e all'assenza di lavoro, e quindi non potrà che favorire la ripresa a ritmi crescenti dello sviluppo.

 
I temi chiave
I temi chiave attorno a cui la ricerca si è articolata sono stati dunque i livelli di trasparenza
dell’occupazione locale, la diffusione delle forme di lavoro atipico e l’impatto che queste hanno nel
determinare possibili fenomeni di esclusione dal mercato, tanto più alla luce delle profonde
trasformazioni economico-sociali che hanno interessato La Spezia negli ultimi anni.
Attraverso la ricerca si è inteso, inoltre, definire qual è la cultura della popolazione locale in merito
al lavoro e quali sono le sue aspettative di crescita occupazionale e di qualità della vita correlata.
In particolare, le aree dell’analisi si sono concentrate sulla ricostruzione delle caratteristiche
strutturali (dal livello formativo, al reddito, ai percorsi di mobilità sociale e professionale) dei
lavoratori, sull’individuazione delle marginalità vecchie e nuove, sulla domanda e offerta, sulla
diffusione di flessibilità e di rapporti atipici, sulla domanda e sulle esperienze di formazione e di
aggiornamento professionale, sul ruolo del lavoro nel quadro dei valori e delle aspettative di vita,
sul rapporto con la diversità (dell’immigrato, di classe, di genere) e sulla domanda di servizi
pubblici per il sostegno all’occupazione.
L'articolazione della ricerca
La ricerca si articola in quattro parti principali:
  • la prima presenta un modello di start- up concettuale e strategico per l'attività di osservazione che il Comune di La Spezia intende promuovere e realizzare sul territorio;
  • la seconda concerne l'evoluzione del mercato del lavoro spezzino e l'emersione di nuovi paradigmi produttivi che si vanno sostituendo alla centralità dell'impiego di natura pubblica;
  • la terza concerne l'impatto che la trasformazione del lavoro sta avendo sulle aspettative e i fabbisogni della popolazione in età attiva, nonché sulla domanda di politiche pubbliche locali che questa esprime;
  • la quarta e ultima, affronta il tema della occupazione correlata alle dinamiche di sviluppo e alle caratteristiche di fasce sociali che presentano particolari caratteristiche e problemi, donne, giovani e
    immigrati.
Le prospettive pre il futuro

Gli obiettivi strategici:


1. costruire una leadership pubblica
2. mettere a fuoco i processi attraverso i quali l’occupazione può crescere in volume e in
qualità, anche sensibilizzando la forza lavoro e la classe imprenditoriale verso forme di
lavoro diverse dalla concezione fordista.
3. sviluppare una cultura delle competenze, complementare a quella del posto (fisso)
4. comunicare il lavoro con strumenti ed energie nuove, dando nuovo impulso al rapporto fra
l’offerta di lavoro e le attività autonome.
5. individuare percorsi di formazione dei segmenti che si trovano sulle code del mercato del
lavoro, ossia quello scolastico (di secondaria inferiore) e quello del post-lavoro.

Gli interventi operativi all’interno dei 5 obiettivi strategici sono:

1. La costruzione di una leadership pubblica

- costruire schemi e percorsi di rating di qualità per gli organismi che affollano il mercato del lavoro locale. Si tratterebbe di un sistema in cui entrare su base volontaristica, che potrebbe premiare o suggerire adeguamenti a coloro che operano nel campo dell’intermediazione del lavoro, della formazione, dell’orientamento.
- corsi di management politico per i quadri associativi locali, soprattutto, ma non solo,
quelli che rappresentano il lavoro dipendente e atipico.
- iniziative di tipo culturale che socializzino gli stranieri fra di loro e, conseguentemente, li aiutino a ritrovare la loro identità sociale in un contesto cittadino che di per sé non esprime grande sensibilità nei loro confronti.

2. La proposta di lavorare sui processi come meta strategica comporta la definizione e la
promozione di servizi che aiutino il lavoro ad accrescere le sue dimensioni interne, per
aumentare la competitività sia delle persone, sia delle imprese. Ci si riferisce alla necessità di
sviluppare:
- servizi per lo sviluppo organizzativo, certamente più attinenti al lavoro autonomo;
- servizi per favorire l’informatizzazione di tipo micro, legata cioè all’individuo o all’impresa individuale;
- servizi finanziari, tra i quali convenzioni con il settore del credito per sostenere il passaggio degli atipici verso altre destinazioni professionali o per le loro esigenze di vita.

3. Lo sviluppo della cultura delle competenze con la realizzazione di mostre-convegni, l’istituzione di un modello di autovalutazione rispetto alla collocazione occupazionale disponibile presso il Comune che comporti anche un assistenza per l’implementazione delle scelte che dovessero scaturirne, la costruzione di eventi che valorizzino le vocazioni e i mestieri locali; la promozione di incubatori di lavoro libero professionale, in partnership con il sistema associativo di categoria (Ordini, Collegi e Associazioni).

4. La comunicazione del lavoro, per parte sua dovrebbe passare attraverso:
- lo sviluppo di uno strumento di marketing del mercato del lavoro locale
- la creazione di strumenti di comunicazione anche di tipo settoriale, che valorizzino non solo l’incontro informativo fra domanda e offerta, ma metta in collegamento i progetti di sviluppo al loro interno esistenti;
- la realizzazione di campagne di promozione del lavoro autonomo, che affianchino gli altri interventi analoghi previsti e predisponga il tessuto sociale verso questa forma di impiego.

5. La formazione sulle “code” del mercato del lavoro locale, per parte sua, potrebbe prevedere:
- la realizzazione di campagne informative e dimostrative presso le scuole secondarie inferiori sulle possibilità di inserimento occupazionale, senza escludere alcuna forma di attività, e incentivando quelle per cui a La Spezia ci sono tradizioni e radici
meno profonde;
- la sperimentazione di moduli di formazione continua, soprattutto per i lavoratori di età matura, in particolare fra le donne, utilizzando anche strumenti di formazione a distanza.

Per saperne di più

www.comune.sp.it

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