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L’obiettivo
del progetto così come individuato nella sua ideazione e messa
in opera è quello di
creare un Osservatorio sul comportamento economico-finanziario degli
enti locali, che permetta di rilevare e fornire in modo permanente
informazioni relative all’efficacia, all’efficienza e alla produttività
degli enti locali, quindi consentire attraverso la rilevazione di indicatori
di performance la valutazione delle prestazioni.
Inoltre, come obiettivo di lungo periodo, ci si prefigge di far emergere
casi di “best practice” da condividere e diffondere all’interno
degli enti locali per ottimizzare e migliorare la gestione delle amministrazioni
pubbliche.
Alla luce
delle finalità di lungo periodo e in relazione alla valutazione
del secondo anno di attività è emersa con forza la necessità
di creare dei gruppi di lavoro con i responsabili dei Servizi analizzati,
per meglio interpretare ed individuare le specificità dei servizi
esaminati e quindi giungere alla determinazione di indicatori e di modalità
di rilevazione omogenee.
La rete di
relazioni tra le amministrazioni coinvolte, già avviata nel 2003
e implementata nel 2004,
così come le competenze tecniche acquisite dai controller partecipanti
al gruppo di lavoro
rappresentano un punto di forza per affrontare i cambiamenti organizzativi
volti alla
razionalizzazione della gestione amministrativa.
L’esperienza risulta essere un caso unico nel settore degli enti locali,
sia per la numerosità di
informazioni trattate, sia per l’attività di analisi (quasi tutti
i servizi organizzativi presenti all’interno di un’amministrazione provinciale
- 16 servizi analizzati), ma soprattutto per la creazione di un network
delle nove province emiliane, sancito da un accordo tra l’UPI-Emilia Romagna
e le Province stesse, che verrà firmato in sede di presentazione
del II° rapporto 2004 (dati 2003-2004).
Il progetto
nel secondo anno di maturità ha evidenziato delle conferme in merito
ad alcuni elementi che lo hanno caratterizzato sin dall’inizio, e allo
stesso tempo ha evidenziato alcuni limiti e criticità, che hanno
permesso di apportare delle modifiche già a partire da quest’anno.
Le conferme hanno riguardato la raccolta e la elaborazione del set di
indicatori già individuati nell’anno 2003, nonché in parte
la metodologia di analisi dei dati dei servizi.
Le modifiche
si sono incentrate sulla metodologia di analisi e del percorso per giungere
alla rilevazione e al calcolo degli indicatori.
Tra gli obiettivi
principali del consolidamento della metodologia si possono brevemente
elencare:
- La costituzione
di un sistema di generazione di informazioni utili al confronto;
- La costituzione
di gruppi per valutare le informazioni di cui al punto precedente;
- La definizione
di un sistema di reporting con dati di sintesi;
- L’individuazione
di un “profilo” in ogni servizio per definire le “best performance”.
Il valore
aggiunto rappresentato dal trend temporale 2003-2004, ha evidenziato alcune
criticità che hanno appunto portato ad effettuare delle riflessioni
di tipo metodologico e di analisi, al fine di permettere una maggiore
significatività dei risultati e degli obiettivi che si vogliono
raggiungere
attraverso il progetto.
Con la costituzione dei gruppi di lavoro, si eviteranno alcuni limiti
oggettivi e soggettivi del
momento di raccolta e di calcolo degli indicatori. Per garantire un percorso
omogeneo,
collaborativo e costruttivo, finalizzato alla ricerca delle “best practice”
si è deciso di creare questi gruppi.
La loro finalità sarà, attraverso il confronto e lo scambio
di informazioni, la definizione di
indicatori significativi che rappresentano il “profilo” del Servizio
valutato.
Il secondo
rapporto “100 indicatori per 100 Province” conferma il percorso
e le finalità per le quali è nato il progetto, ponendo l’attenzione
sulla validità dello strumento del benchmarking, al
confronto delle prestazioni, e all’ individuazione nel medio periodo delle
prestazioni migliori, o
delle prassi migliori per ciascun Servizio esaminato.
In questo periodo di forte cambiamento e di forte propensione all’efficienza,
efficacia ed economicità è molto facile che iniziative che
possiedono i requisiti del benchmarking, come ad esempio i numerosi premi
all’innovazione sorti negli ultimi anni, evolvano anche verso forme di
individuazione di best practice, di confronto e di scambio di esperienze.
In linea
con questa tendenza, appare del tutto specifico il compito delle amministrazioni
che hanno un ruolo primario di coordinamento e supporto alle politiche
dei livelli istituzionali periferici. Con la riforma sul decentramento
amministrativo e l’introduzione della logica della sussidiarietà,
il benchmarking si configura, infatti, come uno degli strumenti di maggiore
coerenza con le nuove competenze di Province e Regioni.
I requisiti
dell’omogeneità e della confrontabilità, in riferimento
al progetto, vengono favoriti dal fatto che tutti gli enti considerati
svolgono le stesse funzioni, e dal contesto normativo statale-regionale
nel quale operano.
L’iniziativa dovrebbe introdurre “percorsi di miglioramento” nella
gestione degli enti locali,
attraverso un processo di misurazione e comunicazione dei risultati ottenuti
e l’individuazione delle migliori prestazioni conseguite.
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