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L'ESPERIENZA
DELLE SOCIETA' DI TRASFORMAZIONE URBANA NELLA RIQUALIFICAZIONE DELLE CITTA'
Le Società
di Trasformazione Urbana sono state introdotte nell'ordinamento
italiano, con l'articolo 17, comma 59, della legge n. 127/1997,
ora articolo 120 del Dlgs n. 267/2000. Appare, quindi, possibile
tentare di tracciare un primo consuntivo circa l'utilizzo di questo strumento
da parte degli Enti locali per la trasformazione del territorio. Al fine
di analizzare l'evoluzione delle esperienze attivate o in corso di attivazione
è opportuno adottare una schematizzazione secondo due tipologie
principali:
a) la prima
concerne le società attive nella trasformazione urbana costituite
prima dell'esplicitazione normativa del 1997, dunque una sorta di società
di trasformazione urbana ante litteram, sebbene già adeguate alla
nuova normativa sulle società di economia mista;
b) la seconda tipologia riguarda le società attive nella trasformazione
urbana costituite dopo il 1997, potendo ulteriormente distinguere tra:
1. società
costituite ai sensi dell'articolo 120 del Tuel;
2. altre società.
Nell'ambito
delle società di cui alla lettera a) si possono poi differenziare
quelle la cui costituzione è stata preceduta da uno studio di fattibilità
cofinanziato dal Ministero
delle Infrastrutture ai sensi dell'art. 7 della Legge n. 21/2001,
da quelle costituite senza il beneficio di tale finanziamento.
Un terzo ulteriore gruppo rispetto a quelli precedentemente individuati,
è rappresentato dalle esperienze non ancora approdate alla costituzione
formale di una società di trasformazione urbana, ma il cui processo
è approdato al completamento del preliminare studio di fattibilità
grazie al cofinanziamento del medesimo Ministero.
Alle prime sporadiche esperienze di quelle che sono state chiamate società
di trasformazione urbana ante litteram, si aggiungono alcune ulteriori
esperienze a cavallo del nuovo decennio. Si tratta del periodo in cui
le varie disposizioni in tema di società miste vengono trasfuse
e unificate nel Tuel, sebbene senza alcuna innovazione. Nello stesso periodo
viene emanata la circolare 622/2000, dell'allora Ministro dei Lavori Pubblici
Nesi, la quale, interpretando la norma istitutiva della società
di trasformazione urbana, contribuisce a fare chiarezza in materia.
Tra il 2001 e il 2004, le società di trasformazione urbana operative
sono aumentate, con oltre una decina di nuove costituzioni, superiori
al numero di società costituite nell'arco dell'intero decennio
precedente.
TIPOLOGIE
DI INTERVENTO
Le
società di trasformazione urbana vengono prevalentemente costituite
per interventi puntuali. In alcuni casi si prevede un ampliamento dell'ambito
di attività della società ad aree non contigue rispetto a
quella originaria, come ad esempio a Macerata, ma questo è
funzionale soprattutto a contribuire alla capitalizzazione della società
stessa attraverso il conferimento di altri beni immobili, piuttosto che
indicativa della volontà di ricorrere in forma generalizzata alla
società per tutte le trasformazioni possibili nel territorio comunale.
A conferma, comunque, dell'orientamento a costituire Stu per ogni intervento
individuato, va considerato che il Comune di Parma ha attivato due
distinte società per due diversi interventi, e simile è l'orientamento
di altri Enti locali, come ad esempio Livorno, che ha costituito
una società per l'intervento sul porto, ma da tempo ha allo studio
la costituzione di un'altra società per l'intervento sul centro storico.
In diversi casi la costituzione delle società avviene sulla base
di piani o progetti che costituiscono
variante rispetto al Piano regolatore comunale, pertanto si rende
necessario concluderne il procedimento di approvazione mediante Accordo
di programma da siglare tra il Comune e la Provincia, questo è quanto
è avvenuto ad esempio nei casi di Macerata, Pianoro, Baronissi
e in entrambi i casi di Parma. Spesso le società vengono identificate
quali strumenti idonei a realizzare le previsioni di strumenti urbanistici
innovativi che già per se stessi prevedono un rapporto di cooperazione
tra soggetti pubblici e soggetti privati, è il caso dei Pru
nelle esperienze di Parma e di Pianoro, e del Prusst nell'esperienza
di Baronissi.
SELEZIONE
DEI PARTNER
Le modalità
di scelta dei soci privati risultano in alcuni casi lontane dalle
procedure di evidenza pubblica, in particolare laddove è necessario
cooptare i soggetti privati proprietari delle aree al fine di dare concreto
avvio all'iniziativa di trasformazione, esemplare in tal senso il caso
della società Pasubio a Parma. In altri casi, ad esempio a Livorno,
la selezione dei soci avviene sì tramite bandi, ma con una serie
di vincoli che limitano fortemente la potenziale concorrenza, e che di
fatto già prefigurano quale soggetto è destinato a divenire
partner della società. In altri casi la selezione dei soci è
avvenuta nel pieno rispetto delle procedure di evidenza pubblica. Esemplari,
in tal senso, sono le Stu Centro servizi merci a Faenza, Nuova
via Trento a Macerata, Pianoro
Centro a Pianoro (Bo) e Città
dei giovani a Baronissi (Sa), riuscendo a coinvolgere nella compagine
societaria soggetti imprenditoriali e del settore del credito, oltre che
talvolta anche la proprietà immobiliare. Peraltro nei casi di Faenza,
Macerata e in quello di Baronissi il bando di selezione dei soci era aperto
altresì ad altri soggetti pubblici potenzialmente interessati;
tuttavia non vi è stato interesse da parte di questi per la quota
di azioni loro riservate.
Per quanto riguarda la composizione del capitale, le STU si dividono
principalmente in due tipologie.
Da una parte
si collocano le società a capitale pubblico minoritario,
nell'ambito delle quali la selezione dei soci avviene attraverso procedure
di evidenza pubblica.
Dall'altra
si situano le società a capitale pubblico maggioritario,
nelle quali la selezione dei soci avviene principalmente per cooptazione
a seguito di manifestazione di interesse. Il coinvolgimento della proprietà
immobiliare tende ad avvenire contestualmente alla costituzione della
società laddove la proprietà stessa risulta poco frammentata,
come ad esempio a Livorno, o a Parma con la società
Pasubio, oppure a Macerata dove l'intera area di intervento della
Stu è stata conferita dai privati al momento della costituzione
della società. Al contrario viene rimandato a un momento successivo
alla costituzione o ad altre forme laddove la proprietà risulta
altamente frammentata.
La Stu emerge,
inoltre, come strumento utile per aggregare proprietà in capo a
diversi soggetti pubblici. In diversi casi sono state rilevate modifiche
nel capitale sociale nel corso del tempo. Tali modifiche riguardano sia
l'ammontare del capitale, sia la sua composizione e ripartizione tra i
soci. Quest'ultimo tipo di modifica sembra indicare un percorso tale per
cui i Comuni tendono a costituire le società dapprima con un forte
ruolo del capitale pubblico locale, per poi pian piano lasciare spazio
all'intervento sempre più rilevante dei partner privati. Mentre
è ancora poco praticata la strada della cessione di azioni detenute
dal soggetto pubblico, più di sovente si assiste alla riduzione
della quota pubblica attraverso aumento del capitale apportato dai privati.
La ragione può essere ricondotta alla necessità da parte
delle amministrazioni locali di fornire prova in merito alla capacità
di portare a buon fine la costituzione della società e di renderla
operativa, al fine di attrarre proprio i potenziali soci privati.
OUTSOURCING
Generalmente
le società di trasformazione urbana vengono costituite secondo un
modello di società definito "leggero". Le Stu di
Macerata (Nuova Via Trento Spa) e Pianoro (Pianoro Centro Spa) hanno un
solo dipendente, pur essendo tra le Stu in più avanzata fase di operatività:
la società di Macerata ha già realizzato parte delle
previsioni urbanistiche ed ha già contrattualizzato vendite per
circa 9 milioni di euro; quella di Pianoro ha già appaltato
lavori per circa 10 milioni di euro e si appresta alle vendite. In
altri casi è presente personale assunto con la formula del contratto
di collaborazione coordinata a progetto.
L'unica eccezione è costituita da Bagnolifutura che ha ereditato
una consistente quantità di personale dipendente dalla precedente
gestione di Bagnoli Spa a cui è subentrata. Pur essendo avvenuta
una notevole riduzione del personale nel corso degli ultimi due esercizi,
i relativi costi permangono elevati e superiori ai 3 milioni di euro all'anno,
con la conseguente erosione di una parte rilevante della liquidità
disponibile per l'attività societaria.
CAPITALIZZAZIONE
Sin dalla
costituzione la società necessita di un adeguato livello di
capitalizzazione, al fine di far fronte alle prevedibili perdite che
si registrano nel corso dei primi esercizi, nelle more dell'inizio effettivo
della attività di trasformazione e della realizzazione di ricavi
dalla cessione sul mercato del prodotto immobiliare.
Le
perdite nella fase di avvio costituiscono un risultato ampiamente atteso
che sconta gli esborsi da affrontare, tipicamente in relazione la costi
di costituzione, costi di progettazione e costi di acquisizione dei beni
immobili. Un fondo di dotazione pari o di poco superiore al minimo imposto
dalla legge non risulta in genere sufficiente a garantire un adeguato
sostegno finanziario alla società, rischiando di venir ben presto
eroso dalle perdite di esercizio ed essere ridotto al di sotto del limite
legale, con conseguente necessità di interventi a ripiano delle
perdite da parte dei soci. Una capitalizzazione adeguata sembra
attestarsi tra circa 1 e 2 milioni di euro, a cui possono essere
aggiunti i fondi necessari per l'acquisizione dei beni immobili oggetto
di trasformazione, in alternativa al ricorso al debito. Tuttavia, le variabili
possono essere rilevanti, soprattutto in considerazione del fatto che
la Stu possieda o meno le aree/immobili su cui intervenire.
Quanto sopra esposto mostra l'assoluta variabilità delle situazioni
in cui lo strumento Stu è stato utilizzato e, quindi, la sua notevole
adattabilità alle più diverse finalità di trasformazione
urbana.
ALCUNE
ESPERIENZE
NUOVA
VIA TRENTO SPA - MACERATA
Il Comune
di Macerata ha utilizzato lo strumento della Società di trasformazione
urbana per dare attuazione all'esigenza di riqualificare la zona di"via Trento", un ambito urbano centrale notevolmente compromesso,
caratterizzato da un regime proprietario interamente privato ed estremamente
frazionato.
Lo strumento urbanistico individuato per l'intervento è il piano
di recupero ex articoli 27-28, legge n. 457/1978. Il piano di iniziativa
pubblica ha una consistenza volumetrica di mc 66.680, di cui mc 35.160
fuori terra e mc 31.520 semi interrati.
L'amministrazione ha pubblicizzato tutti i passaggi procedimentali; in particolare
ha dato risalto alla volontà di costituire la Stu consentendo ai
proprietari degli immobili ricadenti nel piano di conferire le loro proprietà
nel capitale sociale, in alternativa al ricorso alle procedure di espropriazione.
Nell'aprile del 2001 il Comune ha adottato gli atti fondamentali (statuto,
bando di selezione soci e convenzione società/comune) e pubblicato
il bando. A seguito della selezione, la STU si è costituita pochi
mesi dopo con un capitale versato di 5.861.708 euro.
Oltre al Comune di Macerata, con una partecipazione del 20%, tra
i soci figurano tre istituti di credito e 21 imprese nel settore
edile.
La Stu ha già realizzato tutte le necessarie opere di urbanizzazione
per circa tre milioni di euro e, dal giugno 2004 ha iniziato l'edificazione
degli edifici residenziali. Ad oggi è stato completato circa il
60% dell'intervento e gran parte di quanto realizzato è già
stato venduto.
PIANORO
CENTRO SPA - PIANORO (BOLOGNA)
Il progetto del Programma
di Riqualificazione Urbana (PRU) del Comune di Pianoro
era finalizzato a dare un nuovo volto al centro di Pianoro. L'area era
di prevalente proprietà pubblica e per la sua ubicazione si prestava
ad interventi coordinati di ristrutturazione finalizzati principalmente
ad attribuire ad essa una fisionomia propria di "centro urbano".
Per le varie proprietà private presenti, il recupero rappresentava
l'occasione per una riorganizzazione e qualificazione degli spazi esistenti
in coordinamento con interventi pubblici ad essi correlati.
La "Pianoro Centro Spa", prima STU a vedere la luce nel
territorio provinciale bolognese, è stata costituita il 19 maggio
2004 con un capitale Sociale versato di Euro 11.431.000. La Società ha per oggetto la promozione della trasformazione
urbana del centro di Pianoro, attraverso la realizzazione di tutti
gli interventi necessari per dare compiuta attuazione del PRU "Pianoro
Centro" identificato dal Comune di Pianoro con deliberazione del
Consiglio Comunale n. 99 del 06.12.99.
La creazione della Società è stata determinata da una serie
di opportunità:
la presenza
di una quota di 108 alloggi Erp in avanzato stato di degrado in parte
di proprietà comunale (72 alloggi) e in parte di proprietà
di ACER Bologna (36 alloggi), per i quali l'amministrazione comunale
aveva già previsto un'operazione di demolizione e ricostruzione,
e che si trasformeranno in circa 60 alloggi di edilizia pubblica sovvenzionata
ed in 48 alloggi da locare a canone calmierato;
la presenza
di un'area, di proprietà comunale, di circa 3.700 mq. da destinare
ad edilizia residenziale, attività terziarie e commerciale, prevedendo
anche la realizzazione di una piazza per farne la sede del mercato con
adeguati parcheggi pubblici.
Allo stato attuale la S.T.U. ha realizzato gran parte dell'edilizia
pubblica e sta avviando la realizzazione e la vendita di quella privata,
oltre ad aver realizzato anche il previsto parcheggio pubblico.
STU
BAGNOLIFUTURA SPA - NAPOLI Bagnolifutura è una società di trasformazione urbana
i cui soci sono Regione Campania, Provincia e Comune
di Napoli.
In base al Piano urbanistico attuativo (Pua)approvato il 16
maggio 2005, è prevista per l'area occidentale della città,
la realizzazione di un grande sistema di attrezzature per il tempo libero,
lo sport , la cultura ed il godimento della natura.
Il piano prevede per Bagnoli nuove edificazioni per circa un milione
e 10mila metri cubi, archeologia industriale per circa 200mila
metri cubi, reinsediamenti per oltre 600mila metri cubi, conservazioni
funzionali per poco meno di 210mila metri cubi, un parco urbano
e un "Parco dello Sport" per circa 156 ettari, una spiaggia
per oltre 32 ettari.
L'obiettivo è quello di realizzare opere pubbliche per complessivi
83 milioni, di cui circa 71 finanziati dalla Regione Campania a valere
sui fondi europei del Por destinati alle infrastrutture e ai sistemi turistici
locali.
Attualmente è in corso nell'area ex Italsider ed ex Eternit
la bonifica del sottosuolo, appaltata dalla Bagnolifutura in un unico
lotto. Le prime aree bonificate stanno per essere riconsegnate alla Bagnolifutura.
Fonti: "Le buone azioni per la riqualificazione urbana" di
Sergio Copiello e Renato Perticarari in Guida agli Enti locali - Il Sole
24 Ore, novembre 2005- nr° 45)
"Urbanpromo
2006. Città, Trasformazioni, Investimenti" in Edilizia
e Territorio - Il Sole 24 Ore, 6/11 novembre 2006 nr° 43