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Nell'ambito
delle attività di alienazione del proprio patrimonio immobiliare
che vedono impegnate molte Pubbliche Amministrazioni, una particolare
attenzione merita il Fondo "Lazio", sia per l'originalità
dell'operazione finanziaria-immobiliare che è stata posta in essere,
che per i risultati conseguiti.
Il
Fondo è gestito dalla BNL Fondi Immobiliari SGR pA, società
specializzata nella costituzione e gestione dei fondi immobiliari che
ha sviluppato una specifica competenza che Le permette di porsi come interlocutore
primario della Amministrazione Pubblica nella finanza immobiliare.
Costituito
nell'agosto del 2002 e reso operativo a fine 2003 il Fondo ha l'obiettivo
di gestire ed alienare nell'arco di un triennio un patrimonio immobiliare
a reddito interamente localizzato a Roma, di proprietà della Comunione
delle ASL del Lazio.
Per
permettere alle ASL di conferire detto patrimonio ad un fondo immobiliare,
la Regione Lazio ha provveduto ad emanare una specifica normativa (L.R.
18/94 e L.R. 37/98). La BNL Fondi Immobiliari è stata quindi selezionata
quale soggetto incaricato della costituzione e gestione di questo fondo,
mentre la Banca Nazionale del Lavoro ha avuto l'incarico di curare il
collocamento delle quote del Fondo sul mercato degli investitori. Allo
scopo di garantire il buon esito del collocamento, è stata successivamente
strutturata un'operazione di cartolarizzazione dei crediti incorporati
nelle quote del Fondo.
Complessivamente
l'operazione è stata quindi realizzata in due fasi tra loro
strettamente collegate:
- Apporto (ex art. 14 bis L. 86/94, la legge istitutiva dei fondi
immobiliari) dei beni immobili al Fondo "Lazio" e cessione
da parte della Comunione delle ASL delle quote ricevute a fronte dell'apporto
ad una apposita "Società Veicolo" di diritto irlandese;
- Strutturazione a cura della Banca Nazionale del Lavoro della cartolarizzazione
delle quote, con emissione da parte della "Società Veicolo"
di titoli e relativa offerta sul mercato degli investitori istituzionali
esteri. L'operazione di cartolarizzazione si è conclusa nell'agosto
2004 con la sottoscrizione dei titoli da parte di soli investitori istituzionali
esteri e con un incasso da parte della Comunione delle ASL di 150 milioni
di Euro, quale anticipazione sul prezzo complessivo dagli immobili. L'attribuzione
del rating è stata seguita dall'agenzia Moody's, che ha valutato
la struttura finanziaria e legale dell'operazione.
Il patrimonio
apportato al Fondo, con valore pari a 203,9 milioni di Euro, era originariamente
così composto:
- 926
unità immobiliari tutte localizzate a Roma (per la gran parte
nel Centro Storico), in 86 edifici prevalentemente cielo-terra, con
superficie complessiva di circa 100.000 metri quadri;
- Tipologia
nettamente prevalente erano le abitazioni (70% del totale patrimonio),
seguita da negozi, uffici, laboratori, magazzini e cantine;
- Condizioni
manutentive degli edifici in genere mediocri e canoni di locazione
assolutamente sotto mercato.
Si trattava,
quindi, di un patrimonio di elevato valore intrinseco e di notevole interesse
commerciale, ma con diversi e complessi problemi accumulatisi nel corso
degli anni. Per poter giungere al conferimento del portafoglio ed alle
successive vendite è stato perciò necessario svolgere un
impegnativo lavoro di tipo tecnico-catastale, di analisi delle irregolarità
edilizie e realizzazione dell'istruttoria per le richieste di condono,
di analisi delle problematiche locative (scadenze contratti, morosità,
contenzioso, ecc.). Inoltre, ogni unità immobiliare da apportare
al Fondo è stata valutata da un Valutatore Indipendente (REAG American
Appraisal) come previsto dal Regolamento del Fondo, al fine di definire
sia il valore di mercato libero ed occupato che il valore di apporto al
Fondo.
Un
passaggio fondamentale per le attività di vendita è stata
la normativa di alienazione dei beni che la Regione Lazio ha varato nel
settembre 2003 (L.R. n.29/2003 art. 18 e relative procedure di vendita),
con la quale si è offerta la possibilità agli inquilini
in possesso di determinati requisiti ed in regola con i pagamenti dei
canoni di acquistare l'immobile a prezzi certamente interessanti (per
le abitazioni con ulteriore sconto per acquisto con mandato collettivo).
Gli immobili non opzionati dagli inquilini e la nuda proprietà
di quelli ceduti in usufrutto sono stati venduti in asta pubblica. La
norma ha previsto 3 aste, la prima a prezzi base uguali a quelli dell'opzione,
la seconda e la terza a prezzi base via via scontati. E' stata altresì
prevista un'eventuale quarta asta senza prezzo base. In ogni caso tutte
le vendite vengono effettuate in modo frazionato, sia agli inquilini che
all'asta, senza possibilità di accorpamenti.
A partire
da settembre 2004 sono iniziate le vendite, prima con l'offerta in opzione
ai conduttori delle unità ad usi diversi e successivamente a quelli
delle abitazioni. La risposta degli inquilini è stata molto positiva,
anche al di là delle aspettative: hanno infatti opzionato oltre
il 90% degli inquilini delle residenze ed il 70% di quelli delle unità
ad uso diverso.
I risultati
ottenuti dal Fondo "Lazio" possono senz'altro definirsi positivi.
Infatti:
- Nel marzo
2006, nei tempi programmati, il Fondo ha potuto versare al "Veicolo"
la somma necessaria a consentire l'integrale rimborso dei titoli oggetto
della cartolarizzazione, oltre che fornire già ai quotisti una
prima tranche di "prezzo differito". Il "Veicolo",
avendo esaurito la propria funzione, è stato posto in liquidazione;
- Ad aprile
2007 sono state vendute circa 780 unità immobiliari con
un ricavato di oltre 230 milioni di euro, pari al 97% di quanto
previsto nel piano originario. Restano da vendere circa 90 abitazioni
e circa 20 tra negozi ed uffici, oltre ad una trentina di magazzini
e cantine, per un valore orientativo di 25 milioni di euro (quindi con
un incasso complessivo previsto superiore al piano iniziale), che -
secondo il piano della SGR - saranno dismesse nel corso del presente
anno in modo che, sempre entro fine 2007, possa realizzarsi la liquidazione
del Fondo. Le cifre già incassate dal Fondo a fronte delle vendite
e quelle che si incasseranno fino alla sua liquidazione, al netto di
quanto anticipato a seguito della cartolarizzazione e dei costi del
Fondo, vengono periodicamente versate alla Comunione delle ASL, detentrice
delle quote.
Va, infine,
sottolineato che - compatibilmente con le prescrizioni di legge - nella
gestione del Fondo, l'obiettivo è stato quello di tutelare il
più possibile l'aspetto sociale dell'operazione, in special
modo per quanto riguarda le abitazioni, evitando così l'insorgere
di tensioni e conflitti. Basti pensare che delle dette 780 unità
vendute, l'87% è stato ceduto agli occupanti e solo il 13%
a terzi a seguito di esperimento d'asta.
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