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La Sfida
PROGETTO
Un piano integrato per il recupero del centro storico di Genova
 
AMMISTRAZIONE PROPONENTE
Comune di Genova - Direzione Generale
 
LA SFIDA
Il progetto affronta la sfida del recupero funzionale e qualitativo della città storica mettendo in campo un piano integrato, capace di tenere insieme interventi fisici, sociali, economici, e culturali, con corredi di strumenti amministrativi. Un piano che è stato formato per essere guida e struttura dei problemi di cambiamento e che, per il suo carattere aperto, può essere continuamente modificato per ''accogliere'' nuove azioni di natura urbanistica ed edilizia, culturali, sociali ed economiche, ed altro ancora.
 
IL CONTESTO
Il recupero del Centro Storico costituisce un grande obiettivo di sviluppo per Genova. A differenza di quanto si possa pensare il progetto non si pone un obiettivo generico di risanamento. La sfida consiste infatti nel rispondere a tre domande chiave:
  1. per chi si realizza il progetto di recupero e valorizzazione?
  2. come realizzare tale obiettivo?
  3. quale idea di centro Storico è sostenibile?

Il Centro Storico immaginato dal Comune di Genova non è molto dissimile da quello che già c'è. Esso tuttavia viene ridisegnato con qualche cosa di meno e qualche cosa di più.
Una idea semplice ed al tempo stesso particolarmente impegnativa:

  • meno degrado e più "mix" sociale;
  • più attività economiche;
  • meno serrande chiuse.

Meno degrado fisico, sociale ed economico: un obiettivo perseguibile attraverso le diverse azioni poste in essere dal piano. Più sicurezza, attraverso un progetto inserito nel piano e che occorre far funzionare. Più pulizia, migliorando le condizioni sociali dell'abitare e le condizioni dello spazio pubblico.

Il Centro Storico, secondo le principali direttrici del progetto, deve essere recuperato mantenendo i suoi caratteri sostanziali. La sua configurazione, il suo modo di essere, di vivere e di consistere nei suoi valori storici permanenti, è di gran lunga, già oggi, prevalente a fronte dei suoi aspetti problematici.

Ma come realizzare tale complesso e molecolare intervento di recupero? Seguendo una impostazione già ampiamente sperimentata nella riqualificazione della zona portuale. Il progetto proposto dal comune di Genova fonda la sua idea di recupero non solo su una valorizzazione del complesso sistema di relazioni sociali, culturali e urbanistiche che oggi Genova possiede, ma anche su un uso assai intelligente e funzionale delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione; sfruttando cioè un sistema di rappresentazione georeferenziata del territorio che consente di:

  1. disporre di una banca dati di tutti gli immobili presenti nell'area del centro storico e di una precisa localizzazione
  2. associare tale complesso sistema informativo ad una altrettanto ricca banca dati con schede su tutti gli edifici, che ricostruisce la storia e la destinazione d'uso per ciascun immobile e per ciascun vano
  3. associare sia il sistema di georappresentazione sia le schede di ricostruzione storica con un set di indicatori sociali tratti dall'anagrafe cittadina o dai censimenti, che permette di rappresentare in modo assai puntuale la composizione socio-economica del tessuto sociale posizionando le informazioni sulla cartografia, come si evince dalla figura 1 che propone una visione del centro storico in funzione di fattori ed indicatori sociali.

Figura 1. Rappresentazione Georeferenziata del Centro storico

Fonte: Comune di Genova

A questo si aggiunge, poi, una grande perizia nel progettare e realizzare gli interventi di recupero e valorizzazione, utilizzando, per altro, materiali tradizionali e professionalità artigiane assai competenti nel contesto di una progettazione e gestione manageriale delle diverse fasi attuative, che ha dimostrato, come per il recupero del Porto Antico premiato nella scorsa edizione di Sfide, una straordinaria perizia e competenza nell'ideazione degli interventi e nel rispettare tempi e modalità di impegno e spesa delle risorse.

In sostanza il progetto si configura come una best practice non solo per il tipo di intervento di recupero realizzato ma soprattutto per la trasferibilità del proprio modello di implementazione, a partire dall'uso funzionale della banca dati disponibile presso l'Osservatorio CIVIS e disponibile on line.

Progettazione impeccabile, gestione coerente con gli obiettivi predefiniti, rispetto dei tempi e del piano di realizzazione ma soprattutto capacità di ricostruire storicamente e funzionalmente il ruolo di ciascun intervento all'interno del tessuto urbano, storico, artistico e culturale della città grazie ad un uso intelligente delle tecnologie GIS ne fanno non solo un progetto qualitativamente rilevante ma anche potenzialmente trasferibile sul piano metodologico.


 
IL PROGETTO
 
DESCRIZIONE

Il Piano Operativo è un insieme di azioni di natura urbanistica ed edilizia, culturale, sociale ed economica, ed altro ancora, tutte interagenti fra loro. Nell'ordinare la materia del piano sono stati individuati 4 campi di azioni:

  1. Interventi "fisici", relativi agli edifici e agli spazi pubblici;
  2. Interventi relativi alla accessibilità al Centro Storico (parcheggi, mezzi di trasporto pubblico);
  3. Interventi di natura socio-economica;
  4. "Strumenti" per il recupero, sia di natura conoscitiva, sia di natura operativa, posti a disposizione dei cittadini.

Le azioni
Le azioni e gli interventi previsti nel piano operativo corrispondono a 4 gruppi
distinti di situazioni:

  1. Interventi già attuati (con riferimento - grosso modo - all'ultimo decennio);
  2. Interventi in corso di attuazione;
  3. Interventi programmati e già finanziati;
  4. Interventi programmati e che dovranno essere finanziati.

Per quanto concerne il 4° gruppo, occorre avvertire che il termine "programmato" va inteso nel senso che se ne è valutata la fattibilità, l'urgenza e la funzione strategica, nonché il suo contenuto "tecnico". Ogni azione o intervento (o insieme di interventi) è sintetizzato in una scheda esplicativa. Le schede, allegate al Piano, ne costituiscono la sostanza.

Gli investimenti pubblici oggi in essere nel Centro Storico ammontano ad una somma che, a seconda di come la si voglia calcolare, può anche essere rappresentata da oltre 1000 miliardi di lire. Ciò che si può certamente affermare è che mai, nella storia del Centro Storico genovese, una pubblica amministrazione ha destinato una tale entità di risorse al suo recupero.

Risorse che, occorre dirlo, fanno riferimento ad opere in grande misura di manutenzione straordinaria, come pavimentazioni, sottoservizi tecnici, illuminazione pubblica: quindi non grandi opere ma numerosi e diffusi interventi di base, tali cioè da promuovere il risanamento locale, incentivando la proprietà privata ad investire essa stessa.

Non mancano tuttavia le grandi opere, nella consapevolezza che queste costituiscono un incentivo di maggiore ampiezza ed efficacia per la rivitalizzazione delle diverse parti di cui è costituito il Centro Storico. Si tratta del Museo del Mare e della Navigazione e del recupero della Darsena nel suo insieme, nonché del grande progetto per Ponte Parodi. Ma mentre la realizzazione del primo è affidata alle risorse pubbliche, gli altri sono affidati, sulla base di un progetto elaborato sotto il controllo pubblico, alle risorse private.

La carta del recupero rappresenta una buona guida alla "lettura" del processo di "copertura" del territorio urbano attraverso progetti di intervento. Appare subito evidente come la zona al di sopra di via San Lorenzo risulti ormai quasi completamente soggetta a recupero diffuso; non bisogna dimenticare che è stata per decenni, dal dopoguerra, la più disastrata in assoluto. Lo stesso si può dire per la zona di Prè, ove gli interventi coprono gran parte delle aree e degli edifici. Appare evidente, all'opposto, che la zona del ghetto, in cui sono pur previsti interventi di recupero, resta ancora incompleta: si renderà pertanto necessario attivare una programmazione attiva di ulteriori interventi.

La carta va letta insieme a quella della criticità: l'una e l'altra carta concorrono a valutare il già fatto o programmato, e ciò che ancora occorrerebbe fare. Gli interventi fisici sono di diversa natura. Possiamo distinguere:

a) interventi intesi a dotare l'ambito del Centro Storico di nuovi servizi (aree verdi e sportive, scuole, asili, sedi universitarie e servizi sociali). Nel Piano Operativo, a tale proposito, va segnalata la prevista attuazione di aree sportive e di una nuova scuola nell'area di piazza delle Erbe, del nuovo asilo al Cembalo e numerosi interventi per sedi universitarie (via Balbi 2, palazzo Belinbau, ecc.). Infine i servizi sociali previsti con Urban 2 e il Contratto di Quartiere dei Giustiniani.

b) interventi su aree ed edifici: in primo luogo le pavimentazioni ed i sottoservizi previsti in grande quantità con i lavori in preparazione del G8 ed altri derivanti da ulteriori fonti di finanziamento. E' una voce fra le più cospicue del Piano Operativo. Il completamento dell'intero rinnovo dell'illuminazione pubblica riguarda anche il tema sicurezza. Gli interventi previsti ed in atto sugli edifici di proprietà pubblica (Rosso, Bianco e Tursi), il progetto dei Rolli e quello della Ripa Maris (insieme a quello sulle facciate di via San Lorenzo finanziato dalla Regione) costituiscono un nucleo importante, che si accompagna ai numerosi interventi dei privati già in atto. Con la gara dell'arredo urbano saranno sostituite edicole di rivendita dei giornali, e rifatta la segnaletica, mentre altri interventi sulle edicole votive, la valorizzazione delle Botteghe Storiche (un progetto programmato e da mettere a punto), le targhe per i palazzi ed il restauro dei portali storici concorreranno alla valorizzazione del patrimonio.

c) i grandi interventi (Darsena, Ponte Parodi) concluderanno invece il quadro del "waterfront" e delle sue relazioni con la città storica, modificando interamente il volto della città ed il suo sistema funzionale.

Figura 2. Restauro facciata di uno dei "Palazzi dei Rolli"

Fonte: Comune di Genova

Accessibilità
E' un tema cruciale per il Centro Storico: l'istanza di una sua pedonalizzazione dipende in ampia misura sia dalla dotazione al perimetro di nuovi parcheggi (vedi in particolare quello di Mura della Marina), sia dalla dotazione di mezzi di pubblico trasporto di qualità, come la metropolitana urbana, che comprende ben 5 stazioni afferenti il Centro Storico (Principe, Darsena, S. Giorgio, Sarzano e De Ferrari).

Inoltre l'introduzione di un nuovo autobus elettrico consentirà di porre in servizio un circuito perimetrale del Centro Storico, avente come perno il Porto Antico. E' programmato inoltre un ascensore che potrà porre in relazione il Centro Storico con il Museo Chiossone (da Portello, lungo salita Battistine).

Interventi socio economici
In campo sociale, il Progetto Sicurezza, nonché i progetti di assistenza domiciliare, centri di accoglienza, ecc. definiscono le azioni di maggior rilievo.
In campo economico, sportello delle imprese e centri di via (vedi Maddalena, via Cairoli, ecc.) definiscono un embrione di programma, insieme a quello della valorizzazione delle Botteghe Storiche. In campo culturale, il progetto musei per nuclei funzionali (Garibaldi, Darsena-Commenda, S.Agostino) dovrà coniugarsi con quello delle attività ludiche e culturali che saranno previste a Ponte Parodi.

Studi e ricerche
Tutte le azioni previste in precedenza hanno necessità di strumenti di supporto: l'attività dei proprietari privati, come quella degli enti pubblici. Sono necessarie norme "ad hoc" per il costruito storico, così come un esteso processo di conoscenza.

A quest'ultimo proposito, occorre aggiungere alla grande mappatura della città storica anche una sorta di manuale sul costruito storico genovese che possa divenire guida per tutti gli interventi. A livello operativo ARRED è l'Agenzia che consente di eliminare lo scoglio più consistente al recupero, costituito dai diversi comportamenti dei privati proprietari di un unico caseggiato. In sostanza, strumenti di conoscenza, strumenti normativi e strumenti operativi tutti necessari per concorrere ad una efficace opera di recupero.

Il sistema Informativo
Il progetto relativo al Sistema Informativo Territoriale, avviato dalla Civica Amministrazione nell'estate del 1994, ha preso spunto dall'esigenza di procedere all'informatizzazione delle carte a corredo del P.R.G., allora in fase di revisione. Nel corso di questi anni è stata posta particolare attenzione alla valorizzazione dell'investimento effettuato, fissando una serie di linee guida che possono essere così sintetizzate:

  • Recepire le esigenze degli Uffici interessati,
  • Verificare la possibilità di utilizzare prodotti, strumenti e competenze interne all'Amministrazione, valorizzandone il contributo,
  • Verificare le possibili interazioni con progetti analoghi sviluppati presso le altre realtà locali: Regione, Provincia, Aziende Pubbliche, Ordini Professionali, ecc., nonché con organismi rappresentativi del settore
  • Informazione Geografica, a livello nazionale ed europeo.
Il Sistema Informativo Territoriale offre servizi in rete per la pianificazione territoriale e urbanistica. Questo obiettivo costituisce la naturale prosecuzione degli indirizzi strategici che il Comune di Genova ha manifestato con la costituzione del Sistema Informativo Territoriale.

Gli stessi utenti esterni al Comune, in particolare i professionisti, potranno trarre beneficio dalla possibilità di visualizzare e stampare - con l'introduzione di opportune modalità di accesso al sistema - i tematismi di interesse, evitando di recarsi presso gli uffici comunali per richiedere informazioni o stralci cartografici.
Altro punto qualificante del progetto è la grande efficacia operativa che deriverà agli Uffici interessati dalla possibilità di realizzare direttamente con strumenti informatici i prodotti delle attività istituzionali.
L'erogazione di questi servizi porterà a compimento un'importantissima fase di crescita della conoscenza relativa alla gestione dei dati territoriali nell'ambito del Comune di Genova, mediante:

  • la diffusione delle informazioni circa la strumentazione urbanistica vigente,
  • l'allargamento della base di utenti in possesso di formazione specifica,
  • il decentramento delle attività di aggiornamento demandata agli utenti istituzionali.
Osservatorio
Il Comune di Genova, nell'ambito del progetto pilota urbano "Civis Sistema" (Criteria to Improve and Vitalize Inner-city Settlements) il cui costo globale di 7 milioni di ECU è stato co-finanziato al 50% dall'Unione Europea e dal Comune di Genova, ha realizzato un osservatorio sull'ambiente urbano con l'obiettivo di favorire e sostenere il processo di recupero e di rivitalizzazione del Centro Storico di Genova. Tale osservatorio, denominato Osservatorio Civis, è stato di recente attivato, nella parte più antica della città, all'interno del complesso conventuale restaurato di Santa Maria in Passione.

L'Osservatorio Civis è il risultato compiuto dei sottoprogetti 1 (interventi per la creazione dell'Osservatorio urbano, centro di ricerca informativo promozionale - 1.100.000 ECU) e 2 (interventi per il complesso di Santa Maria in Passione, volti alla creazione di un parco archeologico - 3.027.000 ECU) e del Progetto Pilota Urbano Civis Sistema (Criteria to Improve and Vitalize Inner-city Settlements).
L'Osservatorio Civis è stato inaugurato il 3 novembre 1997 nella sua sede all'interno del complesso conventuale di Santa Maria in Passione con l'obiettivo di favorire e sostenere il processo di recupero - urbanistico, edilizio, ambientale - e di rivitalizzazione del centro storico di Genova, offrendo strumenti di partecipazione ai cittadini e consulenza per gli interventi di recupero.
A cinque anni di distanza da tale data e alla luce del percorso di crescita fin qui svolto, la ragione di esistere dell'Osservatorio può essere sintetizzata come segue: "sostenere i processi decisionali del Comune di Genova, affinandone le capacità analitiche, progettuali, e di controllo". Azione da attuarsi cogliendo le esigenze gestionali, progettuali e di programmazione degli uffici, al fine di facilitare loro il raggiungimento dei propri obiettivi, offrendo al contempo strumenti di trasparenza per i processi e di visibilità per i risultati.

Fra le attività dell'Osservatorio Civis, vengono correntemente espletate funzioni di:

  1. diffusione di informazioni sul centro storico (anche via Internet/Intranet): principalmente in forma di carte storiche (il catasto del 1414, la carta del 1656, il catasto Napoleonico), carte di conoscenza storica (la carta dei tipi connotativi, la carta delle epoche prevalenti, la carta dei "Palazzi dei Rolli"), e schede edificio (dalla "Mappatura culturale della città vecchia");
  2. monitoraggio del recupero in centro storico attraverso l'analisi dei dati relativi alle domande presentate agli Uffici del Settore Edilizia Privata e rilievi effettuati in proprio;
  3. produzione di carte tematiche ed analisi ad hoc (in scala da 1:500 a 1:2.000) a supporto del lavoro di altri uffici operanti sul centro storico;
  4. realizzazione di prodotti multimediali (acquisizione e trattamento di immagini digitali e non, realizzazione di manifesti, pannelli e depliants), a supporto del lavoro di altri uffici dell'Ente.

Frequentemente, si rendono necessarie collaborazioni con soggetti esterni per la realizzazione di progetti di interesse dell'Ente.

Occasionalmente, invece, vengono affrontati lavori straordinari come:

  • lavori a supporto della pianificazione urbana;
  • progetti speciali;
  • partecipazione a progetti europei.

Infine è possibile che prossimamente l'Osservatorio Civis assuma le funzioni dell'URBAN CENTRE, di cui al Progetto Urban 2 - Genova e che, in caso di iscrizione dei "Palazzi degli alloggiamenti pubblici (Rolli)" nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO, l'Osservatorio Civis abbia il compito di monitorarne lo stato di conservazione e le trasformazioni.

Alcuni dati inseriti nel sistema informativo dell'Osservatorio e una serie di carte tematiche - prevalentemente di tipo storico - sono consultabili via Internet sul sito web del Comune di Genova.

La "Mappatura culturale della città vecchia" è uno dei risultati più significativi del Progetto Civis Ambiente, progetto cofinanziato al 27% dall'Unione Europea e per il restante 73% dal Comune di Genova nell'ambito del Programma Europeo Life e finalizzato ad innescare un processo di riqualificazione economica, sociale ed ambientale del centro storico per uno sviluppo sostenibile nell'area metropolitana.

La "Mappatura culturale della città vecchia", sviluppata all'interno dei sottoprogetti 2 - Sistema informativo territoriale ambientale per il Centro Storico - e 3 - Sistema di ricognizione archeologica dei suoli e statica degli edifici, ha portato alla realizzazione da parte dell'Istituto di Storia dell'Architettura dell'Università di Genova per conto del Comune di un sistema informativo territoriale incentrato sull'integrazione tra fonti storiche (catasti e censimenti), fonti informative attuali (anagrafe, catasto, censimenti), cartografia numerica e rilevazioni dirette, orientate all'individuazione della consistenza effettiva delle unità edilizie, alla valutazione degli elementi archeologici più rilevanti e della condizione statica degli edifici. Il sistema è destinato a supportare l'intero progetto dal punto di vista informatico e topografico.

Affidando all'Istituto di Storia dell'Architettura dell'Università degli Studi di Genova il contratto di ricerca per l'attuazione dei due sottoprogetti, il Comune di Genova si è voluto dotare di un originale strumento di supporto alla pianificazione del centro storico urbano. L'attività di ricerca, svolta sotto la responsabilità scientifica del Prof. Ennio Poleggi, ha permesso di fornire al Servizio Urbanistica del Comune di Genova i dati raccolti sugli edifici compresi nei cosiddetti "isolati campione", ai fini della revisione del P.R.G. per il Centro Storico, e la cartografia informatica, che è stata assunta come base per gli elaborati grafici del P.R.G., mentre il prodotto finale della ricerca, costituito da cartografia e dati informatici, è stato trasferito nel sistema informativo dell'Osservatorio Civis.

Gli esiti più significativi del lavoro, ottenuto attraverso la schedatura storico- archeologica-strutturale degli edifici compresi nell'intera area del centro antico, sono:

  • più di 30.000 schede di rilevazione collocate in un data base relazionale (accessibile via Internet) che contiene informazioni sugli edifici, le loro complesse relazioni, le aggregazioni spaziali, gli aspetti strutturali, le attività a livello stradale, gli appartamenti, gli elevati, i solai e le volte, le catene, le aperture, gli atrii e le scale, le coperture, documentate da oltre 11.000 foto elettroniche ed oltre 1.200 schemi funzionali;
  • una nuova ed aggiornata mappa numerica della città vecchia, in scala 1:1000, per la rappresentazione di tutti i dati raccolti dall'analisi e ogni altra informazione connettibile;
  • la restituzione della cartografia storica, resa sovrapponibile alla cartografia più aggiornata;
  • la disponibilità delle più importanti informazioni sulla proprietà attraverso le fonti catastali (anni 1414, 1798, 1887-1907) e dei dati censuari storici (anni 1804, 1871);
  • la georeferenziabilità di ogni informazione;
  • l'ordinamento delle informazioni archeologiche e strutturali in due inventari;
  • la visualizzazione della distribuzione spaziale dei fenomeni.

I dati della schedatura, inseriti nel sistema informativo dell'Osservatorio Civis, sono consultabili via Internet sul sito web del Comune di Genova.

 
RETI DI ALLEANZE
La rete di alleanze risulta particolarmente sviluppata e consistente. Per la realizzazione degli interventi sono stati infatti utilizzati più fondi, ed in particolare il recupero dei Rolli ha coinvolto diverse risorse pubbliche e private. Considerando il volume complessivo degli interveti la quota di risorse private è particolarmente consistente.
 
IMPATTO ORGANIZZATIVO

Il progetto ha avuto un impatto particolarmente positivo sull'organizzazione degli uffici dell'amministrazione coinvolti. In particolare ha permesso:

  • una stretta connessione tra chi gestisce l'osservatorio ed il sistema informativo e chi direttamente segue le problematiche di natura urbanistica;
  • una forte competenza nella progettazione e nella gestione di progetti e programmi complessi (come URBAN, ad esempio) creando uno staff particolarmente competente nella programmazione, nella gestione e nella rendicontazione di progetti finanziati con risorse nazionali e comunitarie.

I diversi staff impegnati nella gestione del progetto sono oggi in grado di ingegnerizzare tutte le procedure di natura gestionale e la capacità di acquisire finanziamenti di diversa natura facendoli convergere in un unico progetto (come avvenuto per il Porto) rappresenta uno degli aspetti di maggior successo del progetto.

 
TIMING
Pogetto avviato il 9 aprile 2001; la prima fase terminerà il 31/12/2004, la seconda fase il 31/12/2008, la terza fase il 31/12/2010.
 
RISORSE FINANZIARIE
Euro 1.941.545.146, di cui il 6% finanziato con fondi comunali, il 5% con fondi comunitari, il 42% con fondi statali, il 4% con fondi regionali, il 20% con fondi privati e il 23% con fondi di altra provenienza.
 
OBIETTIVI
L'obiettivo principale consiste, con ogni evidenza, in una graduale, ma decisa, eliminazione del degrado. I principi di metodo cui riferirsi per tradurre tale obiettivo in azioni concrete sono quelli contenuti nel documento che Mario Fazio (1996) produsse per l'amministrazione Sansa. Non vi è dubbio che nel Centro Storico si debba - nel migliorare le sue condizioni di abitabilità - diversificare l'insediamento sociale e quello delle attività economiche. Deve cioè ad esempio essere favorito l'insediamento di giovani attraverso la realizzazione di residenze per studenti, e di attività artigianali tradizionali. Ma occorre anche una ripianificazione dei servizi e delle attrezzature scolastiche, per far fronte a situazioni di evidente degrado.

Tutti questi obiettivi sono perseguibili anche attraverso una strategia di realizzazione di punti di eccellenza: come è stato per il Ducale, Palazzo Spinola, il Porto Antico, anche l'area dei quartieri della darsena e quella di Ponte Parodi possono costituire occasione trainante e qualificante, attraverso le ipotesi progettuali che di seguito si prospettano.

In conclusione l'obiettivo è non solo quello della graduale eliminazione del degrado e della "vivibilità", ma anche di far sì che l'operazione Centro Storico, nel rappresentare l'immagine culturale della città, possa costituire il fulcro del suo rilancio turistico: da freno ad opportunità, appunto, un'opportunità che passa anche attraverso l'inserimento del Centro Storico nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. In questo quadro, con ogni evidenza si pone il tema - problema del potenziamento e rilancio dei musei cittadini, che è rinviato all'audizione tematica sul Progetto "Cultura", così come quello dei modi e dei prezzi del recepimento di iniziative private in questo campo.

 
SVILUPPO DEL PROGETTO

Gli sviluppi del progetto ovviamente sono molteplici e la metodologia utilizzata (che come si è detto combina un straordinaria capacità di generare vision sullo sviluppo urbanistico e sociale della città nei prossimi anni con un efficace ancorché usabilissimo sistema informativo on line per la gestione della conoscenza storico urbanistica) potrà essere progressivamente applicata ai diversi ambiti di recupero e valorizzazione del sistema urbano.
Per altro la metodologia ed il modello sono TRASFERIBILI, nel senso che in altri contesti tale metodologia di lavoro e di programmazione può replicata con successo, a patto comunque di dedicare all'insieme delle attività la stessa cura e la stessa sensibilità dimostrata dall'amministrazione comunale di Genova.

 
PUNTI DI FORZA
  • Aver messo a sistema l'insieme di azioni di natura urbanistica ed edilizia, culturale, sociale ed economicha, attivate dall'amministrazione comunale genovese, tutte interagenti fra loro in quello che, per l'appunto, è un PIANO INTEGRATO.
  • Uso funzionale delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione al sevizio della conoscenza approfondita del territorio.
 
CRITICITA'
Le principali criticità riguardano le difficoltà di intervento nel centro storico che per morfologia rende gli interventi di recupero e restauro particolarmente complessi. Vi è inoltre un deficit di comunicazione, già riscontrato nel precedente progetto (presentato a Sfide dello scorso anno) nel senso che tale mole di interventi e tale livello di sofisticazione progettuale e realizzativa meriterebbero una comunicazione più incisiva non solo sugli aspetti culturali (cosa che invece si sta realizzando grazie agli interventi per Genova 2004) ma anche sugli aspetti tecnici di programmazione e realizzazione degli interventi.
 
RISULTATI

I risultati dell'inziativa sono molteplici, tuttavia sintetizzando si possono segnalare:

  • 47,5 % edifici e spazi risanati
  • 38 nuove imprese "incubate"
  • 2 programmi integrazione immigrati attivati (sostegno alla scolarità, mediazione culturale)
  • 200.000 visitatori musei civici/anno
  • 119 facciate palazzi storici recuperate.
 
Presidenza del consiglio Dipartimento per lo Sviluppo delle Economie Territoriali

Presidenza del Consiglio dei Ministri
Dipartimento per lo Sviluppo delle Economie Territoriali

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