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SFIDE 2007: LE MAPPE DI SFIDE
SFIDE 2007

Le "Mappe" di Sfide
Di seguito proponiamo una lettura "visiva" di alcuni dei progetti che hanno partecipato a Sfide. Le "mappe" presentate rappresentano un'analisi di benchmark dei piani in base a quattordici indicatori che mettono i luce i seguenti aspetti:

  • Indicatore A - Stato di attuazione procedurale: rileva il livello di operatività del progetto e lo stato di avanzamento procedurale. Si va da un livello minimo di attuazione che può identificarsi con la semplice "idea progettuale" ad un massimo che si identifica con quei piani che sono realizzati e permanenti (es. La Spezia, Trento, Firenze etc). Nel nostro caso, i progetti, nell'insieme, presentano un livello medio alto di operatività.
  • Indicatore B1a - Disponibilità/reperibilità dei finanziamenti:anche qui l'analisi delle fonti di finanziamento rileva se i promotori del piano hanno individuato le fonti di finanziamento, e se tali finanziamenti sono stati allocati interamente o parzialmente.
  • Indicatore B1b - Ambito di intervento: rileva l'ampiezza del contesto territoriale di riferimento; così se alcuni progetti sono limitati ad un ambito comunale e sovracomunale altri come il progetto "Corinna" del Friuli Venezia Giulia hanno un respiro internazionale attraverso interventi di cooperazione transfrontaliera.
  • Indicatori C - Promotori e partner di progetto (tipologia e numero), Finanziatori di progetto, Presenza di acceleratori di operatività: i quattro indicatori del gruppo C prendono in considerazione gli stakeholders del piano e in particolare: la tipologia, il numero dei soggetti coinvolti, la natura dei partner finanziatori e la presenza di acceleratori di operatività quali Accordi di Programma Quadro, finanziamenti regionali, nazionali e comunitari.
  • Indicatori D - Tipologia di innovazione, Livello di innovatività,  Strategia d’innovazione: Dal punto di vista della tipologia di innovazione (D1) i diversi piani propongono, a seconda dei casi: innovazioni di processo relative alle modalità di programmazione e gestione dei progetti stessi con particolare riferimento alla relazione con i partner e al decision making; innovazioni di prodotto o di servizio che prevedono servizi nuovi, o significativamente migliorati, per la cittadinanza; innovazioni semantiche e di marketing, ossia quelle azioni e quegli interventi sulla comunicazione finalizzate ad aumentare il successo competitivo dei prodotti o servizi già offerti dal territorio; innovazioni tecnologiche.
    L'intensità e la propensione all'innovazione (D2) sono generalmente elevate.
    Per quanto riguarda la strategia di innovazione (D3) nella maggior parte dei casi abbiamo una innovazione radicale che comporta "salti" nelle prestazioni dei prodotti e dei servizi determinati da acquisizioni di nuove competenze e conoscenze che si innestano in maniera organica sulle strategie esistenti; oppure una strategia discontinua che propone un modello di "rottura" rispetto alle scelte del passato. In pochissimi casi la strategia può essere definita incrementale perchè prevede piccoli miglioramenti nelle prestazioni dei prodotti e dei servizi già offerti.
  • Indicatore E - Coinvolgimento Stakeholder: le modalità di coinvolgimento possono prevedere momenti "una tantum" di ascolto del territorio oppure consultazioni continue attraverso tavoli tematici stabili o forum permanenti.
  • Indicatore F - Comunicazione ai cittadini: La comunicazione del piano può essere uno a molti, attraverso l'utilizzo dei media classici oppure interattiva come nel caso di quelle città che prevedono forum di partecipazione dei cittadini.
  • Indicatore G - Definizione dell'esigenza/motivazione a sviluppare un piano strategico: Le motivazioni alla base dei progetti possono essere molteplici: si va dalla semplice opportunità di accedere a finanziamenti, fino alla necessità di far fronte a criticità presenti sul territorio e di far crescere la capacità di governance dei soggetti coinvolti come è accaduto nella maggior parte dei casi.
  • Indicatore H - Creazione di strumenti dedicati per l'implementazione del piano: indica se le amministrazioni hanno creato strumenti dedicati per l'implementazione del piano quali cabine di regia e indicatori studiati ad hoc per il monitoraggio.

Il Piano Strategico della Spezia: un primo bilancio della città che cambia.
Comune della Spezia
La mappa di La Spezia evidenzia come il processo di pianificazione, attuato con partneriato diffuso, sia già ad una fase di "Piano permanente". Interessante è l'area che riguarda l'innovazione: La Spezia, infatti, ha deciso di creare le condizioni per dare slancio ai settori del futuro attraverso interventi su università, ricerca e distretto tecnologico. Il coinvolgimento degli Stakeholder è continuo, soprattutto, grazie ad un sistema di monitoraggio i cui i diversi partner collaborano alla verifica dei risultati raggiunti in base ad un set complesso di indicatori appositamente predisposti.
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Trento 2010: Piano Strategico della Città di Trento
Comune di Trento
Anche Trento è al suo secondo Piano Strategico. L'Amministrazione comunale per la sua realizzazione ha potuto contare su partner pubblici e privati e su fonti di finanziamento di diversa natura: comunali, provinciali, nazionali, comunitarie, di privati e sponsor. Per quanto riguarda l'innovazione, l'orientamento della città è quello di essere un distretto della conoscenza e di adottare un modello di crescita ad elevato contenuto di componenti immateriali e innovative.
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Firenze 2010. Piano Strategico dell'area metropolitana fiorentina
Comune di Firenze
A dicembre 2007 Firenze presenterà il secondo Piano Strategico. I soggetti coinvolti, molti dei quali finanziatori del progetto sono: Comune, Provincia, Regione Toscana, Camera di Commercio, sindacati, comuni dell'area vasta, Università degli Studi di Firenze, associazioni di categoria. Spiccano in particolare le aree che riguardano la partecipazione degli Stakeholder e il coinvolgimento dei cittadini; le proposte del Piano, infatti, sono state discusse da Consigli di Quartiere aperti dal Comune di Firenze, dai Consigli Comunali delle altre Amministrazioni e dagli organi interni dei soci di Firenze 2010
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Piano di Sviluppo Strategico della Città di Bolzano
Comune di Bolzano
Bolzano ha puntato fortemente sulle infrastrutture, sulla connettività in fibre ottiche, sulla ricerca energetica e sulla innovazione tecnologica. La mappa mostra come siano particolarmente sviluppate le aree della partecipazione e della comunicazione. Sono stati attivati tavoli di lavoro con gli stakeholders (cantieri) convocati annualmente per la verifica e la diffusione dei risultati e degli obiettivi raggiunti. Per la comunicazione a parti sociali, stakeholders, cittadini vengono utilizzati i mass media tradizionali, il sito web ed è stato ideato un evento di vivacizzazione dei quartieri (Open Day).
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Patto Territoriale per l'Occupazione del Sangro Aventino
Sangro Aventino soc. cons. a r.l.
Il Patto nasce nel 1996, dall'analisi della situazione socio-economica dell'area ed è al suo secondo periodo di programmazione. E' caratterizzato da un partenariato diffuso sia dal punto di vista del numero che della tipologia dei promotori. L'attività di diffusione è stata effettuata attraverso la realizzazione di una ''rete informativa'' operante sul territorio per l'intera durata del patto; tale rete è composta da diversi elementi: sportelli informativi; eventi di animazione ed approfondimento; materiale informativo. Per la realizzazione del Patto è stata appositamente costituita un'Agenzia di Sviluppo, formata dall'Associazione degli Enti Locali e da altri Enti ed organismi che rappresentano i privati.
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La concertazione come metodo per lo sviluppo dell'area veneziana
Comune di Venezia
Il processo di costruzione del piano Strategico di Venezia ha visto la partecipazione di un vasto numero di attori locali fin dalle sue prime fasi. Le risorse necessarie per la definizione e la realizzazione della struttura preposta all'implementazione e gestione del piano sono state apportate direttamente dal gruppo di lavoro interno all'amministrazione comunale. Le innovazioni sono state di diverso tipo: di processo in quanto relative alle modalità di programmazione e gestione dei progetti; di servizio grazie all'implementazione di nuovi servizi, dalla logistica a nuovi servizi per le imprese, di marketing per la promozione dell'immagine della città a livello internazionale.
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Piano Triennale di Sviluppo Ecosostenibile
Provincia di Pesaro e Urbino
Il coinvolgimento dei diversi soggetti presenti sul territorio costituisce il principale punto di forza del piano, in quanto nasce come il risultato della capacità di recepire i reali bisogni della collettività. Le risorse finanziarie sono provinciali, regionali, nazionali, comunitarie e provenienti da privati/sponsor. Dal 2004 è stato redatto ogni anno il Piano di Comunicazione dell'Ente ed è stato realizzato un sito per il controllo strategico che ha messo a disposizione dei cittadini alcuni report di verifica dello stato di attuazione dei progetti programmi e piani.
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Agenzia per lo Sviluppo del Vallo di Diano
Comunità Montana Vallo di Diano
Il livello di innovatività del progetto è elevato: uno dei suoi obiettivi strategici è quello di creare un sistema di servizi ed infrastrutture per la mobilità sostenibile ed un business innovation center per il turismo sostenibile. La Cabina di regia è lo strumento della Comunità montana Vallo di Diano che, attraverso 5 progetti integrati tra loro, fornisce servizi, assistenza e supporto tanto al pubblico quanto al privato per la realizzazione della vision "Vallo di Diano 2013: la Città Vallo".
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Techno Seed
Friuli Innovazione
Techno Seed, essendo gestito da Friuli Innovazione, può contare sulla presentazione, discussione e avvio delle relative iniziative all'interno del Consiglio di Amministrazione, costituito da istituzioni, enti e associazioni di categoria legate al mondo dell'Università e della ricerca, dell'impresa, dei centri di trasferimento tecnologico, della pubblica amministrazione e del credito. Le fonti di finanziamento sono interne all'ente, nazionali, di privati e sponsor. Per fonti private si intendono le fonti delle istituzioni creditizie che hanno dato vita al ''Fondo Speciale per start up innovative''.
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Innovare per crescere - "Centro di ricerca, innovazione e certificazione della filiera del legno"
P.I.T. 12 Calabria
Il progetto è promosso da numerosi soggetti tra cui spiccano: la Provincia di Crotone, la Provincia di Pesaro-Urbino, la Camera di Commercio di Crotone, le organizzazioni e le associazioni imprenditoriali, le Agenzie locali di Sviluppo. L'innovazione è un punto cardine. L'obiettivo, infatti è quello di valorizzare i prodotti del legno attraverso: il miglioramento delle capacità competitive, l'introduzione di moderne tecniche di lavorazione, l'acquisizione di un know-how specifico, l'ottimizzazione dei processi produttivi compatibilmente con gli obiettivi di sostenibilità ambientale ed il consolidamento della filiera in un'ottica di distretto.
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CORINNA - Co-operation of Regions for Innovation
Friuli Innovazione
Il progetto spicca per l'ambito di intervento transfrontaliero. Tra gli obiettivi del progetto Corinna, infatti, è primario quello di sviluppare il potenziale di innovazione nei territori confinanti, attraverso la cooperazione nei settori specifici e comuni per creare in un prossimo futuro una Euroregione che ponga al centro dell'attenzione i temi della ricerca, dello sviluppo e dell'innovazione. Per la comunicazione sono stati organizzati eventi, workshop, seminari e conferenze promosse da Friuli Innovazione.
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Polo Finanziario
Comune di Verona
Il Polo Finanziario è un progetto all'interno del più ampio Piano Strategico di Verona. La vision condivisa, infatti, prevede tra i suoi assi strategici proprio quello di Sviluppare l'economia della conoscenza e dei servizi ad alto valore aggiunto. L'obiettivo va raggiunto attraverso la localizzazione di imprese eccellenti ed innovative ad alto contenuto di conoscenza e la promozione dell'innovazione e della ricerca. Sul sito del Piano Strategico è stata promossa un'attività di forte comunicazione delle fasi di sviluppo del Polo, non solo attraverso delle news aggiornate, ma anche grazie al blog specifico che è partito nel 2005 e ha raccolto le domande e le considerazioni dei cittadini circa il ruolo che il Polo finanziario avrà a Verona
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Promo-Valle: progetto di sostegno alle aziende artigiane della Valle Brembana
Camera di Commercio I.A.A. di Bergamo
Il progetto, terminato nel 2006, ha sostanzialemtne raggiunto i suoi obiettivi che consistevano nel supportare, in modo concreto e specialistico, un campione di imprese artigiane della Valle Brembana, mediante interventi mirati di consulenza personalizzata di alto livello, in modo da sostenerne la competitività, la produttività e i livelli di occupazione, in un'ottica di rafforzamento del tessuto produttivo locale
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Patto per il rilancio dell'attrattività del territorio argentano
SIPRO Agenzia per lo sviluppo Ferrara e Comune di Argenta (FE)
La mappa mostra come il progetto abbia il suo punto di forza nell'area dell'innovazione e dell'economia della conoscenza, Gli interventi, infatti, hanno mirato al sostegno di nuove imprese innovative attraverso: la realizzazione delle infrastrutture strategiche, la mappa dell'offerta infrastrutturale esistente (immobili pubblici e privati), lo studio di fattibilità per la realizzazione e gestione di un incubatore per imprese innovative, il radicamento sul territorio delle relazioni di ricerca e sviluppo, la promozione della creazione di spin off universitari (dal CARID).
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Patto per lo Sviluppo
Provincia di Forlì-Cesena
Il Patto per lo Sviluppo della Provincia di Forlì Cesena ha puntato sulll'innovazione, sul sostegno al processo di internazionalizzazione delle imprese e sul miglioramento della struttura economico finanziaria e dell'accesso al credito delle PMI.
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