Le "Mappe" di Sfide
Di seguito proponiamo una lettura "visiva" di alcuni dei
progetti che hanno partecipato a Sfide. Le "mappe" presentate
rappresentano un'analisi di benchmark dei piani in base a quattordici
indicatori che mettono i luce i seguenti aspetti:
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Indicatore A - Stato di attuazione procedurale:
rileva il livello di operatività del progetto e lo stato di
avanzamento procedurale. Si va da un livello minimo di attuazione
che può identificarsi con la semplice "idea progettuale"
ad un massimo che si identifica con quei piani che sono realizzati
e permanenti (es. La Spezia, Trento, Firenze etc). Nel nostro caso,
i progetti, nell'insieme, presentano un livello medio alto di operatività.
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Indicatore B1a - Disponibilità/reperibilità
dei finanziamenti:anche qui l'analisi delle fonti di finanziamento
rileva se i promotori del piano hanno individuato le fonti di finanziamento,
e se tali finanziamenti sono stati allocati interamente o parzialmente.
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Indicatore B1b - Ambito di intervento: rileva
l'ampiezza del contesto territoriale di riferimento; così se
alcuni progetti sono limitati ad un ambito comunale e sovracomunale
altri come il progetto "Corinna" del Friuli Venezia Giulia
hanno un respiro internazionale attraverso interventi di cooperazione
transfrontaliera.
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Indicatori C - Promotori e partner di progetto
(tipologia e numero), Finanziatori di progetto, Presenza di acceleratori
di operatività: i quattro indicatori del gruppo C prendono
in considerazione gli stakeholders del piano e in particolare: la
tipologia, il numero dei soggetti coinvolti, la natura dei partner
finanziatori e la presenza di acceleratori di operatività quali
Accordi di Programma Quadro, finanziamenti regionali, nazionali e
comunitari.
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Indicatori D - Tipologia di innovazione, Livello
di innovatività, Strategia dinnovazione: Dal
punto di vista della tipologia di innovazione (D1) i diversi piani
propongono, a seconda dei casi: innovazioni di processo relative
alle modalità di programmazione e gestione dei progetti stessi
con particolare riferimento alla relazione con i partner e al decision
making; innovazioni di prodotto o di servizio che prevedono
servizi nuovi, o significativamente migliorati, per la cittadinanza;
innovazioni semantiche e di marketing, ossia quelle azioni
e quegli interventi sulla comunicazione finalizzate ad aumentare il
successo competitivo dei prodotti o servizi già offerti dal
territorio; innovazioni tecnologiche.
L'intensità e la propensione all'innovazione (D2) sono generalmente
elevate.
Per quanto riguarda la strategia di innovazione (D3) nella maggior
parte dei casi abbiamo una innovazione radicale che comporta "salti"
nelle prestazioni dei prodotti e dei servizi determinati da acquisizioni
di nuove competenze e conoscenze che si innestano in maniera organica
sulle strategie esistenti; oppure una strategia discontinua che propone
un modello di "rottura" rispetto alle scelte del passato.
In pochissimi casi la strategia può essere definita incrementale
perchè prevede piccoli miglioramenti nelle prestazioni dei
prodotti e dei servizi già offerti.
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Indicatore E - Coinvolgimento Stakeholder:
le modalità di coinvolgimento possono prevedere momenti "una
tantum" di ascolto del territorio oppure consultazioni continue
attraverso tavoli tematici stabili o forum permanenti.
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Indicatore F - Comunicazione ai cittadini:
La comunicazione del piano può essere uno a molti, attraverso
l'utilizzo dei media classici oppure interattiva come nel caso di
quelle città che prevedono forum di partecipazione dei cittadini.
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Indicatore G - Definizione dell'esigenza/motivazione
a sviluppare un piano strategico: Le motivazioni alla base dei
progetti possono essere molteplici: si va dalla semplice opportunità
di accedere a finanziamenti, fino alla necessità di far fronte
a criticità presenti sul territorio e di far crescere la capacità
di governance dei soggetti coinvolti come è accaduto nella
maggior parte dei casi.
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Indicatore H - Creazione di strumenti dedicati
per l'implementazione del piano: indica se le amministrazioni
hanno creato strumenti dedicati per l'implementazione del piano quali
cabine di regia e indicatori studiati ad hoc per il monitoraggio.
Il Piano Strategico della Spezia: un primo bilancio della città
che cambia.
Comune della Spezia
La mappa di La Spezia evidenzia come il processo di pianificazione, attuato
con partneriato diffuso, sia già ad una fase di "Piano permanente".
Interessante è l'area che riguarda l'innovazione: La Spezia, infatti,
ha deciso di creare le condizioni per dare slancio ai settori del futuro
attraverso interventi su università, ricerca e distretto tecnologico.
Il coinvolgimento degli Stakeholder è continuo, soprattutto, grazie
ad un sistema di monitoraggio i cui i diversi partner collaborano alla
verifica dei risultati raggiunti in base ad un set complesso di indicatori
appositamente predisposti.
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Trento 2010: Piano Strategico della Città
di Trento
Comune di Trento
Anche Trento è al suo secondo Piano Strategico. L'Amministrazione
comunale per la sua realizzazione ha potuto contare su partner pubblici
e privati e su fonti di finanziamento di diversa natura: comunali, provinciali,
nazionali, comunitarie, di privati e sponsor. Per quanto riguarda l'innovazione,
l'orientamento della città è quello di essere un distretto
della conoscenza e di adottare un modello di crescita ad elevato contenuto
di componenti immateriali e innovative.
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Firenze 2010. Piano Strategico dell'area metropolitana fiorentina
Comune di Firenze
A dicembre 2007 Firenze presenterà il secondo Piano Strategico.
I soggetti coinvolti, molti dei quali finanziatori del progetto sono:
Comune, Provincia, Regione Toscana, Camera di Commercio, sindacati, comuni
dell'area vasta, Università degli Studi di Firenze, associazioni
di categoria. Spiccano in particolare le aree che riguardano la partecipazione
degli Stakeholder e il coinvolgimento dei cittadini; le proposte del Piano,
infatti, sono state discusse da Consigli di Quartiere aperti dal Comune
di Firenze, dai Consigli Comunali delle altre Amministrazioni e dagli
organi interni dei soci di Firenze 2010
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Piano di Sviluppo Strategico della Città di Bolzano
Comune di Bolzano
Bolzano ha puntato fortemente sulle infrastrutture, sulla connettività
in fibre ottiche, sulla ricerca energetica e sulla innovazione tecnologica.
La mappa mostra come siano particolarmente sviluppate le aree della partecipazione
e della comunicazione. Sono stati attivati tavoli di lavoro con gli stakeholders
(cantieri) convocati annualmente per la verifica e la diffusione dei risultati
e degli obiettivi raggiunti. Per la comunicazione a parti sociali, stakeholders,
cittadini vengono utilizzati i mass media tradizionali, il sito web ed
è stato ideato un evento di vivacizzazione dei quartieri (Open
Day).
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Patto Territoriale per l'Occupazione del Sangro Aventino
Sangro Aventino soc. cons. a r.l.
Il Patto nasce nel 1996, dall'analisi della situazione socio-economica
dell'area ed è al suo secondo periodo di programmazione. E' caratterizzato
da un partenariato diffuso sia dal punto di vista del numero che della
tipologia dei promotori. L'attività di diffusione è stata
effettuata attraverso la realizzazione di una ''rete informativa'' operante
sul territorio per l'intera durata del patto; tale rete è composta
da diversi elementi: sportelli informativi; eventi di animazione ed approfondimento;
materiale informativo. Per la realizzazione del Patto è stata appositamente
costituita un'Agenzia di Sviluppo, formata dall'Associazione degli Enti
Locali e da altri Enti ed organismi che rappresentano i privati.
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La concertazione come metodo per lo sviluppo dell'area veneziana
Comune di Venezia
Il processo di costruzione del piano Strategico di Venezia ha visto la
partecipazione di un vasto numero di attori locali fin dalle sue prime
fasi. Le risorse necessarie per la definizione e la realizzazione della
struttura preposta all'implementazione e gestione del piano sono state
apportate direttamente dal gruppo di lavoro interno all'amministrazione
comunale. Le innovazioni sono state di diverso tipo: di
processo in quanto relative alle modalità di programmazione e gestione
dei progetti; di servizio grazie all'implementazione di nuovi servizi,
dalla logistica a nuovi servizi per le imprese, di marketing per la promozione
dell'immagine della città a livello internazionale.
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Piano Triennale di Sviluppo Ecosostenibile
Provincia di Pesaro e Urbino
Il coinvolgimento dei diversi soggetti presenti sul territorio costituisce
il principale punto di forza del piano, in quanto nasce come il risultato
della capacità di recepire i reali bisogni della collettività.
Le risorse finanziarie sono provinciali, regionali, nazionali, comunitarie
e provenienti da privati/sponsor. Dal 2004 è stato redatto ogni
anno il Piano di Comunicazione dell'Ente ed è stato realizzato
un sito per il controllo strategico che ha messo a disposizione dei cittadini
alcuni report di verifica dello stato di attuazione dei progetti programmi
e piani.
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Agenzia per lo Sviluppo del Vallo di Diano
Comunità Montana Vallo di Diano
Il livello di innovatività del progetto è elevato: uno dei
suoi obiettivi strategici è quello di creare un sistema di servizi
ed infrastrutture per la mobilità sostenibile ed un business innovation
center per il turismo sostenibile. La Cabina di regia è lo strumento
della Comunità montana Vallo di Diano che, attraverso 5 progetti
integrati tra loro, fornisce servizi, assistenza e supporto tanto al pubblico
quanto al privato per la realizzazione della vision "Vallo di Diano
2013: la Città Vallo".
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Techno Seed
Friuli Innovazione
Techno Seed, essendo gestito da Friuli Innovazione, può contare
sulla presentazione, discussione e avvio delle relative iniziative all'interno
del Consiglio di Amministrazione, costituito da istituzioni, enti e associazioni
di categoria legate al mondo dell'Università e della ricerca, dell'impresa,
dei centri di trasferimento tecnologico, della pubblica amministrazione
e del credito. Le fonti di finanziamento sono interne all'ente, nazionali,
di privati e sponsor. Per fonti private si intendono le fonti delle istituzioni
creditizie che hanno dato vita al ''Fondo Speciale per start up innovative''.
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Innovare per crescere - "Centro di ricerca, innovazione e certificazione
della filiera del legno"
P.I.T. 12 Calabria
Il progetto è promosso da numerosi soggetti tra cui spiccano: la
Provincia di Crotone, la Provincia di Pesaro-Urbino, la Camera di Commercio
di Crotone, le organizzazioni e le associazioni imprenditoriali, le Agenzie
locali di Sviluppo. L'innovazione è un punto cardine. L'obiettivo,
infatti è quello di valorizzare i prodotti del legno attraverso:
il miglioramento delle capacità competitive, l'introduzione di
moderne tecniche di lavorazione, l'acquisizione di un know-how specifico,
l'ottimizzazione dei processi produttivi compatibilmente con gli obiettivi
di sostenibilità ambientale ed il consolidamento della filiera
in un'ottica di distretto.
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CORINNA - Co-operation of Regions for Innovation
Friuli Innovazione
Il progetto spicca per l'ambito di intervento transfrontaliero. Tra gli
obiettivi del progetto Corinna, infatti, è primario quello di sviluppare
il potenziale di innovazione nei territori confinanti, attraverso la cooperazione
nei settori specifici e comuni per creare in un prossimo futuro una Euroregione
che ponga al centro dell'attenzione i temi della ricerca, dello sviluppo
e dell'innovazione. Per la comunicazione sono stati organizzati eventi,
workshop, seminari e conferenze promosse da Friuli Innovazione.
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Polo Finanziario
Comune di Verona
Il Polo Finanziario è un progetto all'interno del più ampio
Piano Strategico di Verona. La vision condivisa, infatti, prevede tra
i suoi assi strategici proprio quello di Sviluppare l'economia della conoscenza
e dei servizi ad alto valore aggiunto. L'obiettivo va raggiunto attraverso
la localizzazione di imprese eccellenti ed innovative ad alto contenuto
di conoscenza e la promozione dell'innovazione e della ricerca. Sul sito
del Piano Strategico è stata promossa un'attività di forte
comunicazione delle fasi di sviluppo del Polo, non solo attraverso delle
news aggiornate, ma anche grazie al blog specifico che è partito
nel 2005 e ha raccolto le domande e le considerazioni dei cittadini circa
il ruolo che il Polo finanziario avrà a Verona
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Promo-Valle: progetto di sostegno alle aziende artigiane della Valle
Brembana
Camera di Commercio I.A.A. di Bergamo
Il progetto, terminato nel 2006, ha sostanzialemtne raggiunto i suoi obiettivi
che consistevano nel supportare, in modo concreto e specialistico, un
campione di imprese artigiane della Valle Brembana, mediante interventi
mirati di consulenza personalizzata di alto livello, in modo da sostenerne
la competitività, la produttività e i livelli di occupazione,
in un'ottica di rafforzamento del tessuto produttivo locale
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Patto per il rilancio dell'attrattività del territorio argentano
SIPRO Agenzia per lo sviluppo Ferrara e Comune di Argenta (FE)
La mappa mostra come il progetto abbia il suo punto di forza nell'area
dell'innovazione e dell'economia della conoscenza, Gli interventi, infatti,
hanno mirato al sostegno di nuove imprese innovative attraverso: la realizzazione
delle infrastrutture strategiche, la mappa dell'offerta infrastrutturale
esistente (immobili pubblici e privati), lo studio di fattibilità
per la realizzazione e gestione di un incubatore per imprese innovative,
il radicamento sul territorio delle relazioni di ricerca e sviluppo, la
promozione della creazione di spin off universitari (dal CARID).
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Patto per lo Sviluppo
Provincia di Forlì-Cesena
Il Patto per lo Sviluppo della Provincia di Forlì Cesena ha puntato
sulll'innovazione, sul sostegno al processo di internazionalizzazione
delle imprese e sul miglioramento della struttura economico finanziaria
e dell'accesso al credito delle PMI.
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