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Scelte
strategiche di sviluppo: valorizzare le vocazioni e gli asset
territoriali
Sfide
2007: "dalla buona pratica alla buona amministrazione" è
un'iniziativa promossa da Forum P.A. e il Dipartimento per lo
Sviluppo delle Economie Territoriali della Presidenza del Consiglio
dei Ministri (DiSET) con il contributo scientifico e la
collaborazione di prestigiosi partner quali l'Associazione
Nazionale dei Direttori Generali degli Enti Locali, il Censis, la
Confindustria, l'Università Bocconi e la Rete delle Città
Strategiche.
La quinta
edizione di Sfide ha come tema centrale le "Scelte
strategiche di sviluppo: valorizzare le vocazioni e gli asset
territoriali". In particolare, abbiamo chiesto alle
amministrazioni locali di proporre progetti ed esperienze che, sulla
base di una analisi delle potenzialità e delle opportunità:
intendono rafforzare una o determinate vocazioni del territorio
individuate come fattore chiave di sviluppo e caratterizzazione
economico-produttiva; definiscono obiettivi e strategie di intervento
di medio-lungo periodo e in termini di area vasta; individuano
percorsi decisionali partecipati e forme di confronto stabile tra i
diversi attori socio-economici del territorio.
Sfide si
propone di raccogliere e interpretare le esperienze, compiute e in
corso, per contribuire alla costruzione di un patrimonio comune di
modelli e strumenti.
Dall'analisi
dei quarantasei progetti selezionati in questa quinta edizione,
emerge come, in questi anni, le città abbiano iniziato a
definire un vision di sviluppo per il futuro, selezionando
opportunità e operando scelte strategiche. Alcune
Amministrazioni hanno puntato sull'economia della conoscenza e
sulla ricerca, attraverso progetti sull'innovazione e sulla
qualificazione dei servizi per il terziario avanzato, altri sul
rafforzamento di asset tradizionali, consapevoli di avere comunque
dei punti di forza da valorizzare e proporre sulla scena della
competizione globale. Tratto comune a tutti i progetti è il
fatto di aver utilizzato il metodo concertativo, che ha visto la
definizione di luoghi di confronto stabile tra tutti i portatori di
interesse presenti sul territorio.
Una visione
d'insieme...
Lucia Aiello - DiSET
"In particolare, va segnalato come fra le Buone Idee vi sia una
maggiore varietà di iniziative che vanno dall'individuazione
di un particolare settore produttivo come traino dello sviluppo
integrato di un territorio (è il caso ad esempio della nautica
da diporto nelle aree di Ravenna e di Lucca), allo sfruttamento di
nuove opportunità per lo sviluppo sulla scia dell'esperienza
acquisita nell'organizzazione di un particolare evento
(Provincia di Torino, Comune di Trapani); dai grandi progetti
strategici basati sui principi della multilevel governance (Regione Sardegna) alle realtà locali di minori dimensioni che
hanno dimostrato spirito di iniziativa e buona capacità di
programmazione (Busto Arsizio, Barletta, Caltagirone). Da chi ha
identificato il punto di forza del proprio territorio
nell'innovazione di sistema e nello sviluppo della logistica
(Mantova) a chi intende attrarre i flussi del turismo nazionale e
internazionale valorizzando il patrimonio ambientale, artistico e
archeologico tramite la creazione di un parco a tema che rappresenti
il "Paesaggio culturale mediterraneo" (Cilento).
A questa molteplicità di iniziative il Dipartimento per lo
Sviluppo delle Economie Territoriali della Presidenza del Consiglio
dei Ministri guarda con interesse, ritenendo che il modulo
organizzativo adottato dalla maggior parte di esse, frutto di una
interazione strutturata, risulti il più idoneo ad elaborare,
valutare e rendere operativi articolati progetti territoriali di
sviluppo economico, in modo da integrare obiettivi, valori e risorse
necessarie ad una progettazione di sistema."
Prof.ssa Veronica Vecchi - Università Bocconi
"E' importante che il coinvolgimento dei portatori di
interesse sia reale e costante per giungere ad un'individuazione
delle esigenze del territorio capace di orientare l'attività
di pianificazione strategica. In numerosi progetti questo aspetto va
sicuramente migliorato, il coinvolgimento dovrebbe diventare meno
formale e più sostanziale.
La nostra impressione è che un altro elemento di criticità
sia l'omologazione di alcune esperienze, dovuta forse a input
che derivano più da disponibilità di risorse finanziare
per il piano strategico piuttosto che da una reale esigenza; oppure,
alla presenza di un processo di pianificazione strategica guidato dai
consulenti piuttosto che dall'amministrazione che determina una
perdita di regia complessiva."
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