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SFIDE 2007

Piano Strategico dell'area vasta Lecce 2005/2015 - ''Un ponte verso lo sviluppo economico-sociale e culturale''
Amministrazione Comunale di Lecce
 

La sfida
La proposta di elaborazione di un piano strategico per l'area vasta di Lecce mira a creare un sistema di sviluppo locale che intende rafforzare la cornice sociale, istituzionale e di governance in vista della nuova programmazione dei fondi strutturali 2007-2013.

motivazioni il territorio la concertazione obiettivi e indicatori
Il percorso di programmazione intrapreso negli ultimi dieci anni dalla città e dai territori limitrofi ha lo scopo di mettere in relazione la pianificazione strategica con gli altri strumenti per l'assetto del territorio... Il contesto considerato quale sistema urbano e territoriale di area vasta per la proposta progettuale del piano strategico riguarda il territorio del nord Salento meridionale, comprensivo del Comune di Lecce. La prospettiva sulla quale sembra avviarsi il processo di definizione del piano strategico è quella relativa all'approccio «concertativo o partecipato» che è caratterizzato da un processo negoziale e di co-progettazione in cui interagiscono i diversi punti di vista. Obiettivo è la redazione del Piano Strategico che dovrà stabilire obiettivi costantemente valutati e condivisi da perseguire in chiave sovra-comunale, che incidano in maniera efficace sull'area vasta individuata.
Motivazioni

Il Comune di Lecce, in qualità di Ente Capofila dell'Area Vasta del comprensorio Leccese, appositamente costituito con Protocollo di intesa sottoscritto in data 04/05/2005, ha approvato la proposta progettuale denominata Piano Strategico dell'area vasta Lecce 2005/2015 - ''Un ponte verso lo sviluppo economico-sociale e culturale'' con D.G. n° 266 del 05/05/2005 al fine di partecipare al bando regionale - rif. BURP n. 51 del 7 aprile 2005 - di invito a presentare proposte progettuali relative alla realizzazione di ''Piani strategici per le Città e le aree metropolitane o raggruppamenti di Comuni che totalizzino una popolazione di almeno 50.000 abitanti'', nonché di ''Piani urbani di mobilità'' e di progetti inerenti la diffusione della Società dell'Informazione. Successivamente, con il Nuovo Piano Strategico dell'area vasta Lecce 2005/2015 - ''Un ponte verso lo sviluppo economico-sociale e culturale'', approvato con Deliberazione di G.C. n. 787 del 15/12/2006, si è inteso individuare la vision e tracciare un percorso di passaggio dalla progettualità all'attuazione del Progetto Pilota Sviluppo Urbano ''T.i.s.s.UE - Twinning for Integrated Support to Sustainable Urbane Europe'' - il quale si inserisce nell'ambito della Linea E ''Miglioramento della gestione e dei processi di Governance'' della Misura 5.1 del POR Puglia 2000-2006 - per l'avvio della pianificazione strategica della città e dell'area vasta Lecce mediante la definizione di un discorso organico che vuole ad oggi prevedere una formula incrementale di energia propositiva che passa dalla realizzazione di un modello alla strutturazione di un processo, che in via prioritaria valorizzi parametri interagenti ed integrati della governance di sviluppo urbano ed in via incrementale raccordi quattro livelli di intervento:

  1. la città e l'area vasta di Lecce;
  2. l'area ''Grande Salento'' (Lecce, Brindisi e Taranto);
  3. il rapporto tra città - area vasta, Sistema Puglia e Stato;
  4. la relazione tra l'area di riferimento e la dimensione europea ed internazionale.

L'Amministrazione Comunale di Lecce attraverso la redazione del Piano Strategico dell'Area Vasta ha intrapreso un processo di governance che ha messo insieme attori e politiche, ha selezionato obiettivi di governo, ha avviato processi concertati di trasformazione territoriale e mobilitato investitori economici in un quadro di competitività sovra locale, ma soprattutto ha individuato una visione di futuro delle città condivisa, di lungo periodo e di area vasta. Queste considerazioni hanno portano ad . Il fattore qualificante dell'azione è stato individuato nel perseguimento di una governance capace di mettere a sistema la pluralità di soggetti, esperienze, specificità ed eccellenze in funzione di un'azione integrata di crescita, sviluppo e competitività per il territorio ionico-salentino, tramite azioni ispirate ai principi di semplificazione e flessibilità, sussidiarietà, partenariato, monitoraggio, controllo e valutazione, per razionalizzare e programmare unitamente ai soggetti pubblici locali l'utilizzo delle risorse disponibili. Si tratta della previsione e dell'ipotesi di integrazione tra il Piano Strategico della Città di Lecce, con i seguenti Piani e Progetti:

  • il Piano Strategico ''Parco degli Ulivi e del Negroamaro'' - Unione dei Comuni del Nord Salento e Comuni Aggregati;
  • il Piano Strategico ''Collaborare per crescere: lo sviluppo sostenibile condiviso'' - Unione dei Comuni Union 3; 3. il Progetto di sviluppo integrato dell'area ionico-salentina ''Grande Salento'' del quale ne sono promotori-partner le Province di Lecce, Brindisi e Taranto ed i rispetti Comuni capoluogo di Provincia. In tal senso è apparso utile incominciare e predisporre dei sistemi di indicatori di reattività territoriale, che garantiscano un opportuno dimensionamento fra l'approccio integrato dell'area vasta ed il dimensionamento ottimale dei programmi strategici, con i relativi piani di attuazione. Il tutto secondo un quadro logico che possa garantire l'applicazione dei principi di integrazione, concentrazione ed addizionalità delle risorse, anche in relazione alla necessità di collocare entro un quadro di riferimento generale le scelte più adatte, produttive ed efficaci in relazione al contesto e al tempo in cui si svolge l'azione, e per rafforzare, innanzitutto, la dimensione dell'integrazione formale tra gli obietti strategici dell'Agenda di Lisbona ed il supporto dei Fondi Strutturali per il raggiungimento di tali obiettivi, coerentemente con le strategie e gli indirizzi fissati per il riequilibrio economico-sociale della Regione Puglia e le priorità territoriali che settoriali del Sistema Puglia nel quale si colloca l'azione, anche al fine di identificare, valutare ed attuare metodologie di lavoro condivise e sistematiche. Il dibattito sulla futura politica dell'area vasta è influenzato in modo rilevante dal contemporaneo confronto all'interno delle istituzioni intorno alle priorità politiche che dovranno essere finanziate nella programmazione 2007-2013.
Il contesto territoriale

Il Piano strategico non è partito da zero. Nell'ultimo decennio numerose sono state, infatti, le occasioni comuni di collaborazione tra i soggetti pubblici e privati appartenenti all'area vasta. L'attuazione del Piano Operativo Regionale 2000-2006, in particolare, ha richiesto la creazione di reti di partenariato per l'attuazione di singole misure o di Progetti Integrati Settoriali e Territoriali (PIS e PIT). La definizione geo-politica del raggruppamento di comuni, costituito attraverso la sottoscrizione del protocollo di intesa, è nata dalla necessità di rafforzare i rapporti funzionali della città fisica con il suo territorio di gravitazione e da una ri-lettura, consapevole e critica, dei risultati conseguiti tramite una serie di iniziative e di esperienze, progressivamente evolutive, ciascuna delle quali ha lasciato sul terreno - o per meglio dire: sui territori - tracce persistenti, diffondendo e consolidando nuovi approcci culturali al governo del territorio, aperture partecipative e concertative, modelli organizzativi e partenariali, prassi operative e procedurali, inusitate esigenze di comunicazione e di scambio. Il contesto considerato quale sistema urbano e territoriale di area vasta per la proposta progettuale del piano strategico riguarda il territorio del nord Salento meridionale, comprensivo del Comune di Lecce, che accoglie al suo interno quello di Surbo, dei comuni nella sua area di prima gravitazione (Squinzano, Campi Salentina, Trepuzzi, Novoli, Carmiano, Arnesano, Monteroni di Lecce, S. Pietro in Lama, Lequile, S. Cesareo di Lecce, Cavallino, Lizzanello e Vernole) e di quelli che dalla suddetta area si aprono ad ovest sino ai confini geografici della penisola salentina (Guagnano, Salice Salentino, Veglie, Leverano, Copertino, Galatina, Galatone, Nardò e Porto Cesareo).

La Vision

La proposta definita dall'Amministrazione Comunale di Lecce - in qualità di ente capofila - e dall'area vasta del comprensorio Leccese denominata Piano Strategico dell'area vasta Lecce 2005/2015 ha come slogan ''Un ponte verso lo sviluppo economico-sociale e culturale''. Perché un ponte? Intanto perché ben si associa all'idea di consolidare e rafforzare la dimensione territoriale leccese in una logica di integrazione allargata e di sviluppo di un territorio che manifesta l'esigenza di intensificare un dialogo avviato e non ancora messo a sistema, con la costruzione di una rete di relazioni stabili con i comuni del raggruppamento e di apertura verso l'esterno. In secondo luogo perché un ponte è espressione figurata di un ''passaggio'' che necessita di fondamenta solide, di un processo di crescita e di sviluppo territoriale già avviato in questi anni attraverso una serie di interventi mirati a riqualificare e valorizzare temi quali: cultura, arte, natura, turismo, tradizioni e artigianato locale. Il piano strategico rappresenta l'occasione per costruire in un'ottica di condivisione e dialogo l'altro ''pilone'', al fine di superare le dicotomie territoriali e guardare allo sviluppo del territorio prestando particolare attenzione a tematismi verso i quali il percorso è ancora in fase embrionale, ad esempio per l'innovazione tecnologica, l'occupazione e la nuova impresa,l'internazionalizzazione, l'inclusione e l'esclusione sociale. La convenuta necessità di privilegiare aspetti di sostenibilità e di convivenza della comunità, ha portato inevitabilmente ad approfondire e puntualizzare i temi ambientali e quelli legati alla qualità della vita ed ai servizi per il cittadino nonché quelli della società dell'informazione in un'ottica di trasversalità rispetto alla definizione delle linee strategiche, considerando questi temi prioritari, in una logica di integrazione, intersettorialità e complementarietà delle azioni da progettare. In sede di predisposizione del Dossier di candidatura del Piano strategico si sono individuati alcuni degli assi strategici propedeutici alla meta che l'area vasta intende conseguire, alcuni di questi sono l'imprescindibile risultato di un percorso di crescita e di sviluppo territoriale in corso, altri sono la risposta a dei bisogni manifestati durante le consultazioni e concertazioni avviate in occasione di programmi sperimentali, progetti pilota e strumenti operativi promossi soprattutto nell'ultimo quinquennio e costituiscono premessa costruttiva, acquisizione di esperienze e di buone pratiche, in perfetta coerenza con le linee di indirizzo dell'U.E. e azione di fertilizzazione del terreno istituzionale, sociale ed economico per predisporre le migliori condizioni di efficacia e di efficienza programmatorie e attuative dei nuovi fondi strutturali. È indiscutibile che questi ed altri assi di riferimento saranno oggetto di validazione da parte degli organi preposti alla elaborazione del piano e potranno costituire un valido spunto per approfondire ulteriori temi che emergeranno dal forum.

Assi Strategici:

  1. politiche di contesto;
  2. politiche della ricerca e della innovazione dei sistemi produttivi;
  3. politiche di inclusione sociale.

Il perseguimento dei tre assi strategici su indicati viene sostenuto attraverso la realizzazione di altri quattro obiettivi generali che assumono un rilievo trasversale rispetto alle diverse linee di intervento da realizzare: o ambiente o pari opportunità o dimensione territoriale dello sviluppo o cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale europea e di prossimità. La tutela e valorizzazione dell'ambiente costituisce un punto di riferimento costante per quanto concerne la realizzazione complessiva degli interventi a valere della programmazione comunitaria e nazionale. Gli interventi promossi nel periodo 2007-2013 devono puntare a rafforzare le sinergie potenziali tra tutela dell'ambiente e crescita economica e sociale, contribuendo ad inserire la tematica ambientale in modo orizzontale in tutte le tipologie di interventi (sia per quanto concerne gli obiettivi di tutela, risanamento e valorizzazione, sia per quanto riguarda la ricerca ed il contributo alla creazione di nuova occupazione). In tale ambito si ribadisce l'importanza dell'integrazione del fattore ambiente nelle politiche settoriali di sviluppo economico e sociale, in modo da realizzare l'obiettivo dello sviluppo sostenibile, così come indicato dal Consiglio europeo di Goteborg. Nel caso delle pari opportunità si tratta di promuovere un'integrazione del principio di pari opportunità che, rispetto alla sua connotazione originaria di priorità generale nell'obiettivo di miglioramento delle condizioni di occupabilità e di coesione sociale, assuma viceversa il carattere di priorità trasversale anche riguardo agli altri due obiettivi fondamentali definiti in precedenza, vale a dire il rafforzamento dell'attrattività del territorio Grande Salento quale luogo in cui vivere e fare impresa e la promozione di una società basata sulla conoscenza e sull'innovazione. Gli interventi programmati devono dare luogo ad un'attenzione ancora maggiore che in passato alla dimensione di genere in tutte le politiche di sviluppo (ambiente, turismo e risorse culturali, regimi di aiuto, città, formazione e mercato del lavoro etc.) anche favorendo il ricorso a specifici meccanismi volti a favorire l'avanzamento dell'affermazione delle pari opportunità quali, ad esempio, l'adozione di specifici criteri di premialità, la messa in rete delle istituzioni di parità, il miglioramento degli obiettivi e degli strumenti di comunicazione, la diffusione della valutazione di impatto strategico in termini di pari opportunità. Il terzo obiettivo riguarda la necessità di tener conto della dimensione territoriale della politica di coesione e sviluppo, muovendo dalle esperienze già avviate con riferimento alle aree urbane, ai sistemi produttivi locali, alle aree rurali, ed ai sistemi turistici locali. La politica di coesione si distingue infatti dalle politiche settoriali per la sua capacità di adeguarsi alle esigenze e alle caratteristiche particolari connesse alle diverse sfide e opportunità territoriali, perseguendo in tal modo l'obiettivo di ridurre i divari interni di crescita già presenti. La coesione territoriale, che va al di là della coesione socioeconomica, mira a uno sviluppo più equilibrato, ovvero alla creazione di comunità sostenibili nei territori interni e ad una maggiore coerenza con le altre politiche settoriali a impatto territoriale. Un ulteriore obiettivo di carattere trasversale riguarda la cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale europea e di prossimità da promuovere in tutti gli ambiti di intervento in cui ciò risulta attuabile, dalle iniziative per la tutela e valorizzazione delle risorse naturali e culturali, ai progetti di cooperazione relativi allo sviluppo urbano, ai progetti per la ricerca e l'innovazione, allo sviluppo e all'internazionalizzazione dei sistemi produttivi, alla diffusione della Società dell'Informazione, così come alle iniziative di inclusione sociale e di costruzione di un nuovo e più efficace sistema di welfare, in relazione al quale la cooperazione tra le diverse regioni meridionali non solo risulta auspicata, ma si rivela in grado di determinare risultati particolarmente positivi.

Timing

La data inizio del Piano è il 05/05/2005. La durata prevista è di due anni.

Sviluppo del progetto

Con la redazione del Piano Strategico saranno affrontati i principali temi concernenti la ricerca nell'area vasta delle caratteristiche peculiari aventi capacità attrattive, al fine di valorizzare queste caratteristiche e catturare l'interesse di quelle imprese potenzialmente interessate e quindi acquisirle nella propria area ottenendone benefici, sia da un punto di vista economico (maggiore occupazione, entrate fiscali ), che sociale (maggiore vivibilità dell'area, maggiore benessere, maggiori infrastrutture realizzate con le entrate fiscali). Nella definizione dei propri obiettivi, il Piano strategico utilizzerà numerosi riferimenti esterni che appartengono in parte a livelli superiori di pianificazione, ed in parte ad atti di programmazione e di intervento territoriale che hanno origine nella stessa Provincia. Tutte le informazioni desumibili dal quadro conoscitivo già esistente saranno utilizzate nelle diverse fasi della costruzione del piano per evitare duplicazioni. In definitiva alla fine dello studio il Piano dovrà indicare, partendo dal presupposto che ogni territorio è dotato di differenti fattori (positivi e negativi) che lo rendono particolarmente attrattivo da parte di alcune tipologie di imprese, le caratteristiche dell'area maggiormente significative che possano fungere da discriminanti nella creazione di macrosegmenti e proseguire lo studio con l'individuazione di tutti quei fattori che possono influenzare la scelta localizzativa di una impresa. Da qui il ruolo di promuovere poi strumenti di intervento e di finalizzare le risorse su quei territori eleggibili rafforzandone l'armatura urbana tramite interventi migliorativi dell'assetto fisico, funzionale e ambientale che appunto valorizzino i punti di forza ed abbattano i punti di debolezza allo scopo di rompere condizioni che decretano la perifericità territoriale e favoriscano la competitività. Grande attenzione sarà riservata alla necessità di produrre effetti diffusi e non selettivi (assicurare, cioè, uno sviluppo dell'intera area vasta e non soltanto di alcuni poli). La prima priorità dovrà restare la riduzione dei divari fra territori dell'area vasta nella ormai palesata considerazione che gli interventi volti a ridurre le disparità favoriscono la crescita complessiva del territorio in quanto valorizzano le risorse delle aree deboli, che altrimenti resterebbero risorse proprie parzialmente o totalmente inutilizzate.

Per la realizzazione del progetto sono state individuate 4 fasi:

  • Fase 1 Attività preliminari - prevede attività necessarie per la costituzione del Partnerariato Istituzionale e del Partnerariato Economico-sociale;
  • Fase 2 Pianificazione concertata e cooprogettazione - attività di analisi e ricerca preliminare alla redazione del Piano Strategico;
  • Fase 3 Redazione del Piano Strategico
  • Fase 4 Azioni di accompagnamento - azione trasversale a tutto le tre fasi, comprendente le attività di supporto alla redazione del Piano, di monitoraggio e di controllo.

Con la redazione del piano strategico si intende, inoltre, integrare il PUM, adottato dall'Amministrazione Comunale di Lecce nel 2004, attraverso un insieme organico di interventi materiali e immateriali diretti al raggiungimento di un sistema integrato di trasporto capace di includere i flussi merci e passeggeri, in particolare i turisti, nella trattazione dello spostamento dei residenti, e rendere al contempo più efficaci le previsioni auspicate dalla programmazione già avviata da ogni singola amministrazione.

Gli Stakeholder e il modello di concertazione

La prospettiva sulla quale sembra avviarsi il processo di definizione del piano strategico è quella relativa all'approccio «concertativo o partecipato» che è caratterizzato da un processo negoziale e di co-progettazione in cui interagiscono i diversi punti di vista. Un primo ragionamento ha riguardato l'individuazione di categorie generali di possibili stakeholder (soggetti interessati ed influenti) alcuni interni, altri esterni ad ogni amministrazione.

Stakeholders interessati e influenti:

  • Comuni del territorio;
  • Enti di II grado (CCIAA);
  • Associazioni imprenditoriali stakeholders interessati;
  • Giovani e donne;
  • Iimprenditori locali;
  • Nuovi potenziali imprenditori;
  • Partiti e sindacati;
  • Mass media;
  • Opinion leaders.

Alcuni di questi soggetti, a seconda dell'amministrazione e dell'oggetto della comunicazione, sono stati direttamente interessati alle decisioni politiche, eventi o problematiche sul quale siamo stati chiamati a pianificare la strategia. Il Programma di attivazione del Partenariato economico-sociale, così come descritto, è stato adottato con successo dall'Amministrazione Comunale del Comune di Lecce come modello di riferimento nell'attuazione di altri progetti inerenti alla valorizzazione delle iniziative ed attività riconducibili alla rivitalizzazione economica e sociale del territorio, quali il Progetto Integrato Settoriale (PIS) n. 11: Itinerario turistico - culturale ''Barocco Pugliese'', la Misura 5.1 del POR Puglia 2000-2006, i Contratti di quartiere ed il Programma urbano generale (P.U.G). Si è arrivati, attraverso la sigla dei Protocolli d'Intesa, in data 04/05/2005, alla costruzione, articolazione e coinvolgimento del partenariato interistituzionale ed economico-sociale, al fine di attivare un continuo confronto tra gli Enti ed il sistema degli attori pubblici e privati per garantire, attraverso progressivi adattamenti, l'efficacia del Piano strategico in termini di ridefinizione degli interventi, delle loro priorità e dei tempi di realizzazione, in funzione dei risultati progressivamente ottenuti e perseguibili, del riposizionamento delle politiche e delle strategie di sviluppo e della estensione e rimodulazione degli assetti partnerariali. Successivamente, durante la riunione convocata dal Presidente della Provincia di Lecce e tenutasi in data 28/02/2006, presso il Palazzo dei Celestini, il Responsabile dell'Autorità di Gestione della Regione Puglia, ha chiesto ai Comuni Capofila dei raggruppamenti promotori dei Dossier di candidatura per il bando di cui in oggetto, di rendere le proposte avanzate, coerenti con i nuovi indirizzi strategici per la programmazione 2007-2013. Inoltre, è stato richiesto a tale Amministrazione, già beneficiaria del finanziamento previsto dalla Linea E ''Miglioramento della gestione e dei processi di governance'' della Misura 5.1 del POR Puglia 2000-2006, di raccordare il proprio dossier con la proposta progettuale il Piano Strategico ''Parco degli Ulivi e del Negroamaro'', dell'Unione dei Comuni del nord Salento e comuni aggregati, e con il Piano Strategico ''Collaborare per crescere: lo sviluppo sostenibile condiviso'', presentato dall'Unione dei Comuni ''Union 3'', ai fini di una coerenza programmatica territoriale ed economica. Questa Amministrazione ha avviato in concertazione con gli altri raggruppamenti, un percorso di aggiornamento ed integrazione del Piano Strategico dell'area vasta Lecce 2005/2015 ''Un ponte verso lo sviluppo economico-sociale e culturale'', tenendo conto delle nuove indicazioni, del quadro della coerenza programmatica e dei nuovi indirizzi strategici sopra descritti. Con nota prot. n. 56512 del 19/05/2006, il Comune di Lecce in qualità di Ente capofila del raggruppamento, ha convocato il Presidente della Provincia di Lecce ed i Sindaci di tutti i Comuni dell'Area Vasta nord-salento, per un incontro tenutosi il 30/05/2006, durante il quale è stato illustrato il documento Programmatico. Con successiva nota prot. n. 61605 del 31/05/2006 sono stati invitati i Sindaci dei Comuni, non ancora aderenti al raggruppamento dell'Area Vasta, a siglare l'Atto aggiuntivo al Protocollo d'Intesa sottoscritto in data 04/05/2005. In data 16 giugno 2006, si è tenuto, presso Palazzo Carafa, il Consiglio Comunale monotematico, alla presenza dei Sindaci dei Comuni dell'Area Vasta per l'occasione convocati e dell'assessore al Bilancio e alla Programmazione della Regione Puglia, prof. Saponaro, in tale sede il Consiglio ha preso atto del nuovo documento "Piano Strategico dell'area vasta Lecce 2005/2015" - Un ponte verso lo sviluppo economico-sociale e culturale'' e dell'Atto aggiuntivo al Protocollo d'Intesa sottoscritto in data 04/05/2005. Attualmente i Comuni del raggruppamento dell'Area Vasta stanno approvando il nuovo documento e sottoscrivendo l'Atto aggiuntivo al Protocollo d'Intesa.

Il piano di comunicazione

L'elemento di maggiore innovatività è senza dubbio rappresentato dalla volontà, maturata dalle Amministrazioni, di considerare in maniera organica le azioni legate al marketing territoriale all'interno della pianificazione urbana e territoriale. Ciò significa attribuire loro un significato non riconducibile soltanto agli aspetti di promozione di immagine e di comunicazione, ma assurgendole a componente fondamentale e strategica dello sviluppo urbano e territoriale. Il piano quindi rappresenta un atto parziale, il risultato di un complesso processo di interazione orientato alla costruzione di forme di consenso su determinati aspetti strategici. Il salto di qualità che la presente proposta intende realizzare riguarda il passaggio alla formulazione di un documento che ponga le basi su cui fondare un'azione di pianificazione tattica volta a valorizzare il modello di coordinamento multilaterale inter-organizzativo gestito dal network di attori locali e di portatori di interesse coinvolti. In particolare il Piano sarà finalizzato alla definizione di forme di consenso rispetto ad una visione strategica del territorio mediante un processo di adattamento, apprendimento e concertazione. La gestione del modello di sviluppo economico, sociale, culturale verso cui tendere con il Piano strategico richiede la definizione di un sistema di governance e l'individuazione di strumenti operativi di attuazione, da definire in linea con gli indirizzi strategici comunitari, nazionali e regionali per la nuova fase di Programmazione 2007-2013 (Pacchetto Proposte di Regolamento CE del 14 luglio 2004, Quadro Strategico Nazionale 2007-2013; Quadro Strategico Regionale Puglia 2007-2013, Documento Strategico per il Mezzogiorno) Il percorso di definizione attuazione ed attuazione di un modello di governance del Piano Strategico della Città e dell'area vasta Lecce, prevede la definizione di un modello organizzativo - gestionale ed affronta innanzitutto alcuni elementi di particolare importanza e connotazioni del modello stesso:

  • Governance interna: un sistema integrato di azioni, di controlli e di gestione teso a monitorare l'effettiva attuazione delle direttive e degli atti di indirizzo, il coordinamento delle attività/fasi del Piano Strategico secondo la metodologia attuativa individuata e la costituzione/avvio operativo dell'Ufficio di Piano Strategico per la realizzazione delle attività previste ed il raggiungimento degli obiettivi prefissati e dei risultati attesi, nonché l'impiego efficace ed efficiente delle risorse nel conseguimento degli obiettivi.
  • Governance esterna: lo sviluppo ed il coordinamento nelle relazioni fra Enti coinvolti nella definizione/attuazione del Piano strategico posti a livelli territoriali differenti - nel rispetto delle competenze e delle prerogative di ciascun Ente - e fra attori pubblici e privati, nonché la coerenza delle attività di tali Enti rispetto agli obiettivi Strategici del Sistema Puglia, e con le priorità territoriali e settoriali del Quadro Strategico Nazionale (QSN) e del Quadro Strategico Regionale della Puglia per la fase di programmazione 2007-2013.
  • Governance multilivello: la dimensione dell'integrazione intersettoriale, e le interrelazioni tra governance interna ed esterna: l'ipotesi di integrazione tra il Piano Strategico della città e dell'area Vasta Lecce con il Piano Strategico dell'Unione dei Comuni del Nord Salento, il Piano Strategico dell'Unione dei Comuni Union 3, ed il Progetto di sviluppo integrato dell'area ionico-salentina ''Il Grande Salento'' (sul punto vedasi anche il paragrafo 4 del presente documento); Punto di partenza ed al tempo stesso presupposto per l'integrazione delle diverse connotazioni del modello di governance (interna, esterna, multilivello) è rappresentato dalla correlazione tra la visione, le strategie e gli obiettivi individuati. Il passaggio e le interrelazioni delle diverse connotazioni della governance sono garantite da un modello organizzativo gestionale che prevede un sistema di attori istituzionali ed economico-sociali, la costituzione di un Ufficio di Piano Strategico e di un Urban Center e la previsione di un Forum.
Le risorse finanziarie

Il costo complessivo del progetto è di € 1.725.262,00. Le fonti di finanziamento sono comunali, regionali, nazionali, comunitarie.

Presenza di soggetti facilitatori nella realizzazione del progetto

Un progetto così complesso ed impegnativo suggerisce la presenza di soggetti interni all'Amministrazione, nonchè di soggetti esterni nella previsione ed adozione di un modello organizzativo gestionale del Piano strategico articolato in tre aree:

  1. Area di indirizzo e gestione, costituita da:
  • un Comitato di coordinamento interistituzionale, composto dai principali attori del Piano Strategico;
  • l'Assemblea degli Associati, composta dai principali rappresentanti degli interessi pubblici e privati presenti nel territorio comunale ed integrato con i rappresentanti dei comuni aderenti;
  • un Coordianmento Tecnico-Scientifico, composto dai Dirigenti e dai coordinatori delle attività degli attori istituzionali del Piano Strategico;
  • un Comitato Scientifico, struttura di supporto e assistenza tecnica per la redazione del Piano
  1. Area di confronto e sviluppo, costituita da:
  • il Forum che si proporrà di promuovere la pianificazione strategica come metodo e strumento per un disegno di crescita urbana, affermerà e svilupperà modelli di governance efficace per la definizione di strategie urbane e la loro messa in atto, attraverso il confronto tra strumenti e procedure funzionanti, già in corso nelle città europee, l'individuazione e la sperimentazione di nuovi modelli possibili;
  • i Tavoli tematici la cui mission è quella di approfondire e garantire una costante innovazione della progettualità del Piano
  1. Area Operativa, costituita da:
  • l'Ufficio di Piano Strategico interno al Comune di Lecce quale Ente Capofila, che curerà l'organizzazione tecnica, amministrativa e professionale idonea al la redazione della proposta progettuale e, dunque, a svolgere - in termini unitari e, allo stesso tempo, partecipati dalla pluralità di soggetti che vi aderiscono - tutti gli atti di natura amministrativa-gestionale occorrenti per la presentazione della proposta progettuale. Inoltre oltre a coordinare la redazione del piano coordinerà la programmazione, l'attuazione ed il monitoraggio delle iniziative e delle attività previste;
  • le Task force di Progetto per la costruzione condivisa e la realizzazione concreta dei Progetti. Le Task sono composte dai tecnici dei diversi attori che aderiscono al Piano;
  • I Responsabili Operativi della realizzazione di ogni singolo progetto del Piano Strategico; ovvero la struttura che ha il compito materiale, in concertazione con glia altri di coordinare e gestire il singolo;
  • Urban Center che curerà in termini operativi ed organizzativi l'intero percorso di costruzione ed applicazione concreta di nuovi modelli di governance urbana, avendo come riferimento oltre alle linee e alle indicazioni degli organi elettivi del Comune ed i riferimenti istituzionali dello Statuto Comunale (sussidiarietà, rapporti con altre istituzioni, partecipazione e programmazione) anche la costante partecipazione e adesione degli attori locali al fine di incoraggiare la diffusione di una maggiore consapevolezza circa gli effetti, in termini di impatto sulla città, di progetti e politiche di trasformazione urbana, con la finalità di favorire un confronto ampio ed informato su questioni qualificanti il futuro di Lecce e del suo territorio.
Obiettivi

Obiettivo è la redazione del Piano Strategico dell'Area Vasta di Lecce che dovrà stabilire obiettivi strategici costantemente valutati e condivisi da perseguire in chiave sovra-comunale che incidano in maniera efficace sulla programmazione dell'area vasta individuata, un ''piano nel piano'', insomma che guardi con coerenza alle linee strategiche comunitarie, nazionale e cregionali, approfondendo tipicità e specificità. Sarà valutato quale dei possibili sviluppi futuri, possa apportare all'area migliori risultati in termini di creazione di occupazione, incremento della sinergia interna e quindi si procederà nello studio di tutte quelle aree competitive che operano nello stesso segmento per essere in grado di creare un "prodotto" definito pacchetto localizzativo in grado di soddisfare in pieno le esigenze delle imprese oggetto di politica di valorizzazione, nella direzione concordata con i soggetti locali maggiormente rappresentativi. E' alle autorità locali che spetta individuare dove l'intervento è indispensabile e può maggiormente contribuire ad aumentare la competitività territoriale. Dallo studio usciranno dei punti di forza e di debolezza interni all'area vasta e delle opportunità e minacce. Questi risultati saranno di estrema importanza per definire il disegno politico dello sviluppo in una prospettiva di medio-lungo termine e nella ricerca di condizioni di coesistenza con i piani urbanistici e gli strumenti e programmi operanti. Il processo di pianificazione dovrà, infatti, tendere a rafforzare i punti di forza nel breve periodo ed attenuare ed infine eliminare i punti di debolezza nel medio lungo periodo. Allo stesso tempo sarà suo compito tendere a sfruttare a proprio vantaggio le debolezze e ridurre le minacce delle altre aree. In definitiva alla fine dello studio il Piano dovrà indicare, partendo dal presupposto che ogni territorio è dotato di differenti fattori (positivi e negativi) che lo rendono particolarmente attrattivo da parte di alcune tipologie di imprese, le caratteristiche dell'area maggiormente significative che possano fungere da discriminanti nella creazione di macrosegmenti e proseguire lo studio con l'individuazione di tutti quei fattori che possono influenzare la scelta degli enti coinvolti su obiettivi strategici a cui tendere, quali:

  • Il Posizionamento dell'area vasta nella competizione territoriale;
  • Lo sviluppo ed il potenziamento dei nodi urbani collegati a reti infrastrutturali di valenza nazionale ed europea;
  • L'interpretazione sovra-comunale delle politiche per lo sviluppo socio-economico, delle opere pubbliche, della mobilità, dell'urbanistica;
  • La valorizzazione culturale e turistica;
  • L'attuazione della riforma per il welfare locale;
  • L'incremento dei livelli di sicurezza e vivibilità nell'area di riferimento;
  • L'integrazione della componente ambientale nella pianificazione strategica dell'area e nella pianificazione della mobilità;
  • L'implementazione di un percorso di certificazione ambientale.

Da qui il ruolo di promuovere poi strumenti di intervento e di finalizzare le risorse su quei territori eleggibili rafforzandone l'armatura urbana tramite interventi migliorativi dell'assetto fisico, funzionale e ambientale che appunto valorizzino i punti di forza ed abbattano i punti di debolezza allo scopo di rompere condizioni che decretano la perifericità territoriale e favoriscano la competitività. Grande attenzione sarà riservata alla necessità di produrre effetti diffusi e non selettivi (assicurare, cioè, uno sviluppo dell'intera area vasta e non soltanto di alcuni poli). La prima priorità dovrà restare la riduzione dei divari fra territori dell'area vasta nella ormai palesata considerazione che gli interventi volti a ridurre le disparità favoriscono la crescita complessiva del territorio in quanto valorizzano le risorse delle aree deboli, che altrimenti resterebbero risorse proprie parzialmente o totalmente inutilizzate. La proposta di elaborazione di un piano strategico per l'area vasta di Lecce va configurata all'interno di un sistema di sviluppo locale che intende rafforzare la cornice sociale, istituzionale e di governance in vista della nuova programmazione dei fondi strutturali 2007-2013.

Indicatori

La quantificazione degli obiettivi e dei risultati attesi è una fase necessaria sia per formulare una serie di giudizi di coerenza interna relativi al programma di attuazione del Piano d'Azione, sia per valutare l'adeguatezza della distribuzione delle risorse disponibili. La misurazione del rapporto fra il valore delle risorse e il suo ambito territoriale richiede la individuazione di una serie di fenomeni, o di variabili, che possano esprimere in forma accettabile questo rapporto e che possono rivelarsi di grande utilità per la determinazione di strategie che abbiano impatto sul territorio. Emerge la necessità di una riflessione mirata, che consenta di coniugare qualità e quantità in un sistema appropriato di indicatori utilizzabili per un'analisi microeconomica: l'aspettativa è che l'effetto di sistema dia al tessuto socio-economico territoriale, oggetto di intervento, un vantaggio relativo, offrendo alle imprese locali benefici in termini di indicatori di redditività e di competitività. Questo aspetto, tuttavia, tende a realizzarsi solo in tempi relativamente lunghi e può essere soggetto ad influenze esterne, per cui è necessario selezionare un set ottimale di indicatori, quali:

  • miglioramento degli indicatori di qualità della vita;
  • aumento dell'occupazione;
  • aumento del personale con alta qualificazione proveniente dagli stessi territori;
  • miglioramento degli indici di attrattività di investimenti;
  • riduzione di alcuni costi specifici legati alle infrastrutture (trasporti, smaltimento rifiuti o loro trattamento, ecc.);
  • aumento degli accordi di cooperazione tra operatori locali;
  • aumento delle relazioni tra le Istituzioni locali;

La messa a punto di questi indicatori richiederebbe inoltre una riflessione su una serie di aspetti, strettamente correlati, quali, ad esempio: i valori da adottare come riferimento o standard di ottimalità; alternativamente, le pratiche di benchmarking possibili; la scala appropriata di applicazione degli indicatori individuati.

Per saperne di più
Il Piano Strategico
Il Comune di Lecce

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